“Sono una ex deportata e temo la politica italiana: anche gli ex dittatori iniziarono così”. La lettera della vedova di Umberto Veronesi

“Sono una ex deportata e temo la politica italiana: anche gli ex dittatori iniziarono così”. La lettera della vedova di Umberto Veronesi

Notiia tratta da: huffingtonpost

“Sono stata fidanzata e moglie del professor Umberto Veronesi per oltre 60 anni. Ho avuto 6 figli meravigliosi, tutti laureati in discipline importanti. Oggi ho paura, ho paura degli atteggiamenti arroganti e populisti di alcuni politici. I discorsi a voce alta con le mani appoggiate ai fianchi mi ricordano troppo i passati despoti”. Lo scrive in una lettera inviata al Corriere della Sera Sultana Razon, vedova del professore Umberto Veronesi, delle recenti polemiche scatenate dalle parole del ministro dell’Interno Matteo Salvini, non citato.
“Anche loro cominciarono ad arringare con motivazioni banali e ben accette dal popolo, poi piano piano riuscirono a convincere più giovani e anziani sulle buone motivazioni iniziali fino a giungere alla convinzione che occorresse compiere uno sterminio dei popoli diversi dalla pura razza ariana. Ho molta paura della piega che sta prendendo la politica italiana, vi prego fermateli!”, scrive Sultana Razon.
La vedova di Veronesi, di famiglia ebraica, è stata deportata durante gli anni ’40, prima nei campi di concentramento italiani e poi a Bergen Belsen, in Germania, dove morì Anna Frank.

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