Lucano: “Riace sta tornando un paese fantasma”

Lucano: “Riace sta tornando un paese fantasma”

Notizia tratta da: corrieredellacalabria

REGGIO CALABRIA – Sala gremita, pubblico attento. Anche a Reggio Calabria per Mimmo Lucano è bagno di folla. E per Mimì c’è un regalo inatteso, un video musicale che vuole essere un omaggio «a Riace e a tutti quelli che resistono». Il testo – spiega il presidente del consiglio comunale Demetrio Delfino – è del professore Francesco Villari, la musica del del maestro Salvatore familiari, mentre a prestare la voce è Edoardo Pedà, ma anche il noto attore Alessandro Haber ha voluto partecipare al progetto. Sua è la voce narrante che introduce la storia di “Mohamed il guerriero”. Uno che come tanti in questi mesi, in questi anni ha attraversato il mare e rischiato la vita solo per affermare con forza il proprio diritto alla libertà.

STRUMENTO DEL POTERE PER MANTENERE IL POTERE Lo stesso – ricorda lo scrittore, medico, romanziere, politico Santo Gioffrè, che ha organizzato l’iniziativa, sostenuta anche dal consigliere metropolitano Filippo Quartuccio – che veniva negato non troppi anni fa ai migranti italiani che sbarcavano in Australia, in Argentina, negli Stati Uniti alla ricerca di una vita migliore. «Questo dimostra come colore della pelle, la nazionalità – spiega – siano solo utilizzati strumentalmente da chi ha potere per avere ancora più potere o per mantenerlo». Ed è proprio per questo che Riace negli anni ha fatto tanta paura.

RIACE SIMBOLO DI UN’ALTRA ACCOGLIENZA POSSIBILE (E DI SUCCESSO) «Ma sono arrivati tardi – dice Mimmo Lucano – perché Riace ha già dimostrato che l’accoglienza è possibile e ne beneficiano tutti, fa bene a tutti, a chi viene accolto e a chi accoglie». Dal 2 ottobre scorso, quando i carabinieri hanno bussato alla sua porta con in mano l’ordinanza del giudice che lo confinava ai domiciliari perché accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in seguito trasformati nel divieto di dimora a Riace. Lucano ha raccontato più è più volte come tutto a Riace sia nato «per colpa del vento» che ha portato ad arenarsi sulla spiaggia un gruppo di curdi in fuga dalle persecuzioni, come sia stato naturale accoglierli per i riacesi, come il borgo così sia rinato.

NEL BENE E NEL MALE «Riace, nel bene e nel male, è stata una pioniera. La legge sul diritto d’asilo è stata fatta proprio per formalizzare quei processi che erano già in atto da noi, adesso il ministero dell’Interno ha chiuso i progetti Sprar come si apprestano a fare in tutta Italia con il decreto sicurezza» afferma il sindaco, oggi sospeso dalla Prefettura, del borgo dell’accoglienza. «Al Viminale sembrano non aver visto tutto quello che studiosi, registi, artisti di tutto il mondo hanno saputo apprezzare e valorizzare». A partire dal regista tedesco Wim Wenders che ha raccontato il borgo dell’accoglienza nel suo documentario “Il Volo”.

RINASCERE DALLE MACERIE SI PUO’ «Adesso – spiega Lucano – i migranti degli Sprar sono stati quasi tutti trasferiti, anche se alcune famiglie sono già tornate perché sono rimaste scioccate dai maxicentri in cui erano stati messi, in mezzo a tante altre persone, senza nessuna intimità, nessuna autonomia. Insieme a loro ci sono quei migranti che già avevano scelto di rimanere a Riace, in tutto saranno un centinaio di persone. Mi stanno chiamando tutti e io a tutti dico che in qualche modo faremo, appena potrò tornare in paese una soluzione la troviamo». Mastica amaro quello che per tutti rimane il sindaco di Riace. È un leone in gabbia, che può andare ovunque meno che nella sua tana. Perché per la sua gente vorrebbe fare qualcosa. «Tutto si gioca adesso. Ma anche grazie alla straordinaria solidarietà e a tutto quello che in passato abbiamo fatto, la faremo. O almeno ci proveremo. Di certo, se tornerò sindaco con questo governo non voglio avere niente a che fare» dice.

RISCHIO RITORNO AL PASSATO Negli anni, i 35 euro giornalieri stanziati per ogni rifugiato non sono stati sperperati in catering, affitti di ostelli fatiscenti per ospitarli, progetti senza senso, ma in piani concreti. Un frantoio, laboratori, un asilo multietnico, un ambulatorio. Adesso tutti hanno chiuso. A causa dei mancati trasferimenti di denaro per i servizi già erogati sono di fatto “morti di inedia”. Gli operatori che ci lavoravano sono tutti in disoccupazione. «Oggi Riace sta tornando il paese fantasma che era. I giovani che erano rimasti perché il sistema dell’accoglienza dava lavoro stanno pensando di andare via. Ma qualcuno si dovrà prendere la responsabilità di tutto questo» quasi sbotta Mimì.

«CHE SI ASSUMANO LA RESPONSABILITA» Un riferimento non solo all’attuale governo, ma anche all’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti. Quando c’era lui al Viminale è iniziata l’attenzione asfissiante su Riace «ma lui non si è mai presentato, non è mai venuto a vedere cosa facessimo davvero. Adesso dice che “sta con Riace” e credo sia dovuto al fatto che magari Mario Oliverio, il governatore della Calabria, gli ha parlato e gli ha spiegato quanto sia importante per la Calabria quello che facciamo. Ma non ha senso senza una presa di coscienza». E un’ammissione di responsabilità.