Salvini, Instagram e la sindrome da influencer

Salvini, Instagram e la sindrome da influencer

Notizia tratta da: corriere

Matteo Salvini si è messo a fare concorrenza a Chiara Ferragni? Invece di pensare ai gravi problemi che ci angustiano, vuole diventare un influencer? Il ministro dell’Interno twittarolo (o il tarantolato staff che gestisce la sua immagine sui social) ha sdoganato in pubblico i suoi gusti enogastronomici, manco fosse la réclame di un supermercato sotto casa: marca di gelati, Cabernet, crêpe ripiena della più nota invenzione langarola, quattro salti in padella, ravioli al formaggio caro alla Isoardi, bucatini industriali, ragù in vasetto, Barolo, cioccolatino con cartiglio amoroso, torta della stessa ditta dei bucatini, ancora crema da spalmare…

Si discute se questa sia una forma di product placement (quando un prodotto vien inserito all’interno di un film o di una fiction dietro compenso) o di branded content/entertainment (quando una comunicazione viene finanziata da uno o più brand). Tutte tecniche in cui la Ferragni eccelle, d’intesa con le aziende. Ma a queste aziende multinazionali farà piacere essere tirate in ballo da un politico così divisivo? È l’ultima preoccupazione del ministro. A lui interessa il suo marketing. La comunicazione del «prodotto Salvini» mira a dipingercelo «come uno di noi», arcitaliano come il suo elettorato. Niente raffinatezze culinarie, il ministro mangia come parla (e si vede), frittatona di cipolle, birra gelata e rutto libero!

Aldo Grasso

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