Al via, nella Locride, il progetto “Puliamo i boschi”

Al via, nella Locride, il progetto “Puliamo i boschi”

Riceviamo e pubblichiamo

Domenica 10 febbraio, in concomitanza con l’ultimo giorno di calendario della stagione venatoria, il gruppo di trekking Asprotrek- coordinato da Natale Amato- appartenente alla Federazione Internazionale Mediterraneo & Ambiente, in collaborazione con l’Osservatorio Ambientale Diritto per la Vita, darà il via alla prima fase dell’iniziativa “Puliamo i boschi”. Obiettivo della manifestazione sarà quello- attraverso la conoscenza del territorio e quindi la consapevolezza delle sue bellezze- di ripulire i boschi dai rifiuti che i frequentatori della montagna abbandonano in maniera sconsiderata, ovvero si darà particolare enfasi alla bonifica delle cartucce lasciate per terra da quei cacciatori poco sensibili a tale problematica.

Con l’auspicio che tale iniziativa possa sensibilizzare le associazioni di categoria, ispirandole a compiere questa e altre iniziative finalizzate alla tutela dei boschi, troppo spesso martoriati da profondi gesti d’inciviltà, quali l’abbandono di rifiuti speciali pericolosi e non, ingombranti, gli incendi, il bracconaggio, il consumo del suolo e il taglio non autorizzato degli alberi.

Si partirà quindi da località Mancino di Roccella Jonica, per giungere dopo circa un’ora di cammino, agli ingressi delle miniere di arsenico, in cui, nel lontano 1948, furono coltivate tra località Cerasara e Monte S. Andrea 994 tonnellate di minerale al 18% di arsenico. Successivamente si raggiungerà località Passo Luparo per raccogliere le centinaia di cartucce disseminate sul terreno, per poi proseguire alla volta del casello forestale Zifrò, posizionato in un suggestivo bosco di castagni, nei cui pressi, in località Castanìa, nella notte tra il 9 e il 10 settembre 1847 furono arrestati e condotti in carcere a Gerace- – a seguito di un moto rivoluzionario ordito contro il governo borbonico- i martiri Michele Bello, Rocco Verduci e Domenico Salvadori. Il 2 ottobre 1847 i tre giovani, insieme agli altri due compagni, Pier Domenico Mazzoni e Gaetano Ruffo, vennero fucilati sulla Piana di Gerace ed i loro corpi, in segno di disprezzo, furono gettati nella fossa comune detta “la lupa”. 

Dopo questa breve parentesi storica, si riprende quindi il percorso di trekking per il rientro in località Mancino passando dalla cima del Monte S. Andrea, vera e propria balconata sulla locride per via dell’ampissimo panorama che offre agli escursionisti.

In seguito alla bonifica dei boschi dalle cartucce che verranno raccolte anche nel corso di altre uscite escursionistiche, si passerà alla seconda fase del progetto “Puliamo i boschi” che consta nella separazione – presso il laboratorio allestito nella sede di Marina di Gioiosa Ionica di MedAmbiente- della componente plastica da quella metallica della cartuccia. Successivamente, grazie alla preziosa collaborazione del Liceo Artistico Pitagora di Siderno e dell’Istituto Tecnico Industriale “Maiorana” di Roccella Jonica, il metallo verrà fuso e colato in uno stampo per la realizzazione di una scultura in bassorilievo rappresentante il ghiro, specie fortemente predata dai bracconieri locali. La parte plastica delle cartucce verrà invece impiegata per riempire un’opera artistica in rete metallica.

Ufficio Stampa Osservatorio Ambientale Diritto per la Vita

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