Caso fedi nuziali: la versione del gioielliere gioiosano

Caso fedi nuziali: la versione del gioielliere gioiosano

Ieri abbiamo dato notizia di quanto riferito dalla lettrice Claudia Costa in merito all’acquisto delle fedi nuziali per il suo matrimonio, ordinate a Gioiosa ma ricevute differenti da quelle inizialmente scelte.

Il gioielliere Francesco Panetta, della gioielleria Fuda Cosimo, sentendosi tirato in ballo ci ha contattato questa mattina per dare conto della proprio versione, che differisce in maniera abnorme da quella di Claudia.

Ci sembra assolutamente corretto riportare entrambe le versioni e garantire il diritto di replica e quindi abbiamo rivolto qualche domanda al signor Panetta, dal conto suo voglioso di raccontare come sono andate le cose dal suo punto di vista.

In premessa corre d’obbligo scrivere che il signor Panetta durante i 50 minuti di telefonata di questa mattina, nonostante si senta nell’occhio del ciclone, ha sempre utilizzato toni e parole molto corrette nei confronti delle persone coinvolte nella vicenda che ormai è diventata di dominio pubblico.

Allora, signor Panetta, partiamo dall’inizio di questa storia.

Lo faccio con piacere perchè voglio che si conosca la verità. Tutto è cominciato a novembre del 2018, quando la madre del futuro sposo, signora di grandi valori e onestà, si è rivolta al nostro esercizio commerciale. Devo premettere che si tratta di una cliente di lungo corso che ha sempre avuto da noi una corsia preferenziale ed ha sempre pagato quando ha potuto, onorando sempre i suoi impegni. Insomma, la signora Ragona mi dice che vuole regalare le fedi al figlio per il matrimonio e noi ci mettiamo a disposizione. Successivamente sono venuti gli sposi a scegliere le fedi ed hanno optato per due anelli di un certo valore. E’ a questo punto che la signora Claudia scatta una foto alla fede e la invia ai suoi familiari. E’ la foto che Ciavula ha pubblicato.

E fin qui ci siamo. Poi cos’è accaduto?

Che il costo di quelle fedi è stato ritenuto eccessivo e avrebbero voluto spendere di meno. Ma visti i buoni rapporti con la signora Ragona ho praticato uno sconto enorme e abbiamo concordato che avrebbero avuto le due fedi praticamente quasi al prezzo di una sola. A quanto mi è stato detto le fedi dovevano essere pagate dai rispettivi genitori.

In quell’occasione mi è stato lasciato un primo piccolo acconto. Successivamente ne sono stati effettuati altri ma eravamo ancora lontani dalla cifra convenuta. La signora Ragona mi fa sapere a un certo punto che entrambe le fedi dovevano essere pagate da lei e che non poteva spendere più di una certa cifra, inferiore rispetto a quella concordata. Pertanto, siamo stati costretti ad optare per una coppia di fedi diverse ad un costo inferiore, ma lo abbiamo deciso insieme.

Quindi mi sta dicendo che lei non ha consegnato delle fedi sbagliate, ma diverse da quelle scelte originariamente perchè concordato in seguito con la madre dello sposo che ha regalato gli anelli?

Esattamente. Il mio errore è stato non interpellare direttamente gli sposi, ma non mi sembrava un mio compito. Ho solo cercato di andare incontro alla signora Ragona e di rispettare le sue esigenze economiche.

E quindi ha fatto delle fedi diverse…

Si, e nonostante il pagamento non fosse completo, le ho comunque consegnate sulla fiducia il 30 agosto.

E quando sono scattate le incomprensioni?

Poche ore prima del matrimonio ricevo una telefonata dalla sposa che utilizza parole irripetibili. Ma io ho solo agito col cuore per andare incontro alle necessità economiche di una nostra cliente. Sono stato un benefattore. Ho fatto un prezzo modestissimo a fronte di una coppia iniziale che ne valeva più del doppio.

E le fedi campione con le quali si sono sposati?

Ma quali fedi campione! Si sono sposati con le fedi vere che ho realizzato per loro. Tutta questa storia mi sembra una grande cattiveria creata ad arte per denigrarmi.

Ora deve consegnare le fedi scelte inizialmente?

Viste le polemiche ho preso l’impegno di realizzare le fedi originarie ad una modica cifra, al prezzo di costo, che deve ancora essere saldato.

Questa la versione del signora Francesco Panetta, che sostiene di non avere truffato nessuno ma, al contrario, di essersi comportato in maniera totalmente corretta. Immaginiamo che questa storia probabilmente non finirà qui e potrebbe proseguire in tribunale, ma ci auguriamo che invece si ricomponga col dialogo tre la due parti.

Noi, da giornale che si occupa di informazione non locale, ma localissima, come abbiamo dichiarato alla nostra nascita, abbiamo dato conto di una storia raccontataci da una lettrice e poi abbiamo ovviamente consentito il diritto di replica al commerciante che si è sentito tirato in ballo, come nostro dovere.

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