L’infernale Paradiso di Caulonia

L’infernale Paradiso di Caulonia

È commovente il gesto dell’amministrazione comunale di Caulonia che, sicuramente al fine di risollevare l’umore dei cittadini a seguito degli ingenti danni causati dall’ultima mareggiata, ha pubblicato sui propri canali social una suggestiva foto panoramica del lungomare con un meraviglioso mare a fare da sfondo, accompagnata dalla seguente didascalia: “Il Paradiso lo abbiamo sotto i nostri occhi e non lo vediamo”. Bellissima la foto, presumibilmente scattata alcuni giorni fa, condivisibile la frase.

Non posso tuttavia negare di aver trovato la cosa quantomeno paradossale dal momento che attualmente, per riuscire a intravedere un qualsivoglia scorcio di paradiso sul lungomare di Caulonia, sarebbe necessario uno sforzo non indifferente della fantasia.
L’area in questione è infatti ridotta oggi a un cumulo di detriti e macerie, e appare irrimediabilmente distrutta in diversi punti. Fermo restando l’oggettiva difficoltà di gestire fenomeni naturali/atmosferici come quelli verificatisi nei giorni scorsi, rattrista dover constatare che nessuna misura (né preventiva, né conservativa, né risolutiva) venga mai adottata per contrastare una problematica così grave ed evidente, fatte salve naturalmente le promesse di rito che però, se non realizzate, rischiano di restare lettera morta.

La percezione, da cittadino, è che così facendo si sprofondi in uno stato di perenne emergenza e di preoccupante rassegnazione. Si è costretti a sperare di anno in anno che il peggio non accada e ci si ritrova a dover puntualmente ricostruire, ogni volta con maggiore difficoltà, su macerie sempre più impietose.

Sono rimasto particolarmente colpito dalle parole dettemi da un amico cauloniese che abita ormai fuori dalla Calabria, il quale, nel vedere le immagini degli ultimi danni causati dalla mareggiata, ha così sintetizzato la situazione: “Sembra un paese devastato dalla guerra, il problema però è che lo abbiamo devastato noi”.

Preme sottolineare, al fine di prevenire eventuali strumentalizzazioni, che le considerazioni di cui al presente scritto non mirano a creare polemiche nei confronti di alcuno, bensì a produrre un effetto che francamente considero molto più importante e costruttivo: porre l’attenzione su una questione che interessa l’intera comunità e che purtroppo continua a rimanere irrisolta. Pertanto, se in futuro la realtà dei fatti dovesse mutare, non potrei che esserne felice.

Nel frattempo, ricollegandomi alla significativa frase pubblicata sui canali social del Comune, mi sento di concludere aggiungendo in modo spassionato che, se non valorizziamo e non custodiamo il paradiso che è sotto ai nostri occhi, rischiamo di vederlo sparire sotto ai nostri piedi.

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