Ancora una grana per Trifoli. L’artista Chiara Mosciatti lascia Riace in polemica: “Ha esitato nel condannare la violenta reazione dei leghisti”

Ancora una grana per Trifoli. L’artista Chiara Mosciatti lascia Riace in polemica: “Ha esitato nel condannare la violenta reazione dei leghisti”

dal profilo facebook di Chiara Mosciatti

Dopo gli eventi del 12 Dicembre a Reggio Calabria ho rinunciato all’opportunità di usare gli spazi e gli strumenti offertimi dal Municipio di Riace affinché io potessi lavorare al mio progetto “I Viaggiatori. Nuovi Bronzi per Riace.”

La decisione é nata dall’insostenibile incoerenza fra il calore con cui sono stata invitata estate scorsa a partecipare all’inaugurazione a Marina di Riace della panchina rossa, simbolo della lotta alla violenza sulle donne, e l’esitazione da parte del sindaco Trifoli nel condannare la reazione violenta di alcuni reggini alla mia contestazione a Salvini, avvenuta in sala Calipari dove lo stesso Trifoli era presente.
La violenza sulle donne é un tema molto discusso oggi, che la destra sta usando allo stesso modo in cui si usano le parole chiave sui social: dandogli smalto e svuotandolo di senso. I recenti avvenimenti che hanno coinvolto Jasmine Cristallo mettono una pietra tombale sull’onestá intellettuale con la quale l’attuale sindaco di Riace tratta tale tema. Oggi sono tornata in Comune per ufficializzare la sospensione del mio lavoro, riprendere le ultime cose lasciate e salutare i dipendenti comunali, che mi hanno trattato con grande affetto ogni singolo giorno speso insieme.
Domani parto per i Paesi Bassi per poi proseguire per il Curaçao, dove parlerò di come la Calabria di Riace e di Soumaila Sacko sia un luogo strategico per una scultura di Carrilho, capace di ribaltare la percezione di come i luoghi attraversano le tempeste storiche.
Domani non potrò essere presente a Catanzaro per il processo per Soumaila Sacko. Testimonieranno i sopravvissuti, e mi duole molto mancare proprio questa udienza. Se potete, andate. Ad accogliervi ci saranno Aboubakar, Peppe e Silvia, attivisti integerrimi nonché persone che hanno profondamente influenzato il mio ritorno in Italia.