Il “PROGETTO INDIFESI” della cauloniese Rosetta Femia

Il “PROGETTO INDIFESI” della cauloniese Rosetta Femia

La cauloniese Rosetta Femia, dopo la realizzazione delle mascherine protettive in Tnt unito alle traversine impermeabili, ha pensato ad un nuovo progetto e ce lo ha spiegato.

Signora Femia ci parli del “PROGETTO INDIFESI”. Come è nata l’idea e in cosa consiste?

Il “PROGETTO INDIFESI” nasce da una mia considerazione su questa pandemia, dove esistono pazienti di seria A e di serie B.

E’ ideato per i pazienti più colpiti dal coronavirus e meno considerati, quali disabili e anziani, che vivono nelle strutture laddove il contagio avviene anche attraverso oggetti di uso comune.

A tal proposito ho pensato ad una linea usa e getta, interamente realizzata a mano da me, che prevede la creazione di bavaglini e tovagliette, utilizzabili sia per pazienti costretti a letto che non.

Vengono prodotti con gli scarti dei materiali usati per realizzare le mascherine protettive: parti di traversine, striscioline di TNT e nastrini. Sia i bavaglini che le tovagliette sono impermeabili. I primi hanno una tasca per la raccolta cibo, i secondi hanno un taschino portatovagliolo.

Sono, ripeto, usa e getta in modo da ridurre al minimo ed il più possibile il rischio di contagio.

Inizierà un tour di donazioni e consegne nelle case di cura attraverso enti competenti e adeguate misure di sicurezza.

Ho voluto anche realizzare delle collanine con la croce di San Camillo, protettore di chi si prende cura dei malati, da donare ai sanitari, agli infermieri, agli OSS…

Ci tengo ad informare e sottolineare che è tutto coperto da marchio registrato, dunque l’eventuale copia o distribuzione non autorizzata è soggetta a sanzioni.