Salvini e Meloni, pagati dagli italiani per non lavorare

Salvini e Meloni, pagati dagli italiani per non lavorare

Giorgia Meloni ha un tasso di presenze in Parlamento di appena il 31,9%.
Matteo Salvini non arriva nemmeno all’11%.

Però per mesi sono andati in giro per tv e social a versare lacrime di dolore perché il cattivo Giuseppe Conte non li convocava mai, non li coinvolgeva mai nella gestione dell’emergenza Covid.

Loro volevano collaborare eh, volevano lavorare.
Ma lui niente, cattivo com’è.

Poi ecco che Conte convoca gli Stati Generali.
Decide cioè di coinvolgere tutto il Paese, dai sindacati alle imprese, dalla maggioranza alle opposizioni, per decidere tutti assieme come costruire il cammino di rinascita del Paese dopo la pandemia.

C’è da lavorare.
Ci sono il dossier semplificazione, il rilancio delle infrastrutture e l’estensione dell’Alta Velocità, incentivi per gli investimenti, e così via.

Per Salvini e Meloni è il momento, finalmente, di dare il proprio contributo.
Di farla vedere a tutti.

E invece, ecco che gettano la maschera.
“Noi agli Stati Generali non ci saremo”.

E sapete quale scusa hanno trovato?
La sede.

Hanno detto che loro sono disposti a partecipare solo nelle sedi ufficiali del governo, non a Villa Pamphilj dove si terranno gli Stati Generali.

Già.
Peccato che Villa Pamphilj a Roma sia “Sede ufficiale di Rappresentanza del Governo Italiano”.

Perché questo è il livello delle nostre opposizioni.
Questi sono quelli che vogliono “lavorare” e partecipare al futuro del Paese.

Nemmeno una scusa decente sanno inventarsi.
Nemmeno quella.