“Caulonia al tempo dei nonni”: La preparazione del formaggio

“Caulonia al tempo dei nonni”: La preparazione del formaggio

La preparazione del formaggio

Oggigiorno, la mungitura degli animali per ottenere il latte avviene utilizzando appositi macchinari. In passato, invece, la procedura era ben diversa: i contadini effettuavano la mungitura manualmente, raccogliendo il latte dentro un catino di latta.

Una volta munto, il latte veniva passato attraverso uno scolino rivestito in lino e messo in un pentolone sul fuoco a riscaldare. Aggiunto il caglio, si amalgamava il tutto e si lasciava riposare nel pentolone coperto per circa venti minuti, finché non si formava la cagliata.

Verificata la consistenza della cagliata, che era ottimale quando il bastoncino utilizzato restava dritto senza cadere, quanto ottenuto si mescolava con un cucchiaio di legno.

Con le mani veniva raccolta la cagliata, la si sistemava in una fiscella di vimini premendola bene affinché entrasse tutta, e la si capovolgeva ripetutamente in modo che nell’impasto non si formassero bolle d’aria.

Al termine di questa articolata procedura, il formaggio era pronto e poteva essere mangiato o conservato. Chi sceglieva la seconda opzione, effettuava la salatura e lo lasciava asciugare su una tavola di legno.

La ricotta

Per ottenere la ricotta, si metteva nuovamente sul fuoco il siero rimasto nel pentolone con l’aggiunta di un po’ di latte fresco. Durante l’ebollizione i fiocchi di ricotta salivano a galla, per poi essere raccolti con un mestolo bucherellato e inseriti in delle fiscelle alte e sottili.

La ricotta si consumava fresca o veniva fatta stagionare per mezzo di asciugatura in forno.

Era abitudine diffusa quella di preparare una zuppa fatta con ricotta e pane raffermo bagnato nel siero caldo.

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