Da clochard, a infermiere in prima linea contro il covid

Da clochard, a infermiere in prima linea contro il covid

“Ieri ero un clochard. Oggi sono un infermiere”. Succede questo: a Teramo, un ragazzo decide di abbandonare casa. Di vivere per strada, di fortuna, dormendo nell’unico luogo sicuro che gli era rimasto: un’automobile. Meglio questo, meglio il nulla, rispetto alla violenza che gli toccava subire in casa che non sentiva più sua.

Rispetto a quel senso di solitudine che lo opprimeva, isolato lì in montagna. Una volta fuori, di difficoltà ne ha dovute affrontare tante: la povertà, innanzitutto, e gli studi da continuare. Per lavarsi, pensate, l’unico modo era ricorrere ai bagni del pronto soccorso.

E per evitare che la sua scelta pesasse su qualcuno, più volte ha rifiutato offerte di ospitalità da parte degli amici. Ma poi, un giorno, qualcosa è cambiato. Da quella strada, da quell’auto, lo hanno portato via. Non con la repressione, ma con l’aiuto. Quello di due infermieri che lo hanno preso per mano, ospitandolo a casa, senza nemmeno conoscerlo.

E oggi, quel ragazzo che era un clochard si è laureato. Con 110 e lode, in Scienze infermieristiche. Anche lui, adesso, fa l’infermiere. “Non mi darò pace finché non avrò ringraziato tutti. A partire dagli infermieri e dai medici di Teramo, ai professori dell’Università dell’Aquila, ai tantissimi che hanno incontrato il mio sguardo e mi hanno sorriso, mi hanno offerto anche solo un caffè.

Perché per loro oggi posso dire che questo mio presente, che è così pesante per tutti dal punto di vista dell’emergenza sanitaria, mi ha ricompensato di tutto. Voglio dire una cosa a tutti: abbiate sempre riconoscenza per i valori umani di solidarietà ed amore”, racconta il ragazzo, rimasto anonimo.

Anche lui, oggi, è in prima linea nell’affrontare il Covid. Siamo tutte e tutti noi a dover essere riconoscenti a lui.

Stefania Pezzopane – PD – Deputata della Repubblica Italiana