“Caulonia al tempo dei nonni”: il telaio

“Caulonia al tempo dei nonni”: il telaio

Il telaio.

Ancora oggi, nel nostro paese vengono eseguite alcune attività artigianali tramandate di generazione in generazione, che rappresentano vive testimonianze del passato. Tra queste, merita sicuramente di essere menzionata la tessitura, realizzata per mezzo del telaio.

Il telaio è una macchina molto antica realizzata interamente in legno e azionata a mano, che prevede i seguenti elementi:

il subbio posteriore, un cilindro situato nella parte posteriore del telaio che serve a portare l’ordito;

l’ordito, ossia l’insieme dei fili che, unitamente a quelli della trama, concorrono a formare un tessuto;

i licci, necessari per garantire il movimento dei fili di ordito;

la navetta, attrezzo di legno che contiene il filato per tessere. Entrando nel passo aperto tra i fili dell’ordito permette di inserire il filo di trama per costruire un tessuto;

Il pettine, che serve a battere e comprimere le trame una contro l’altra e, a ogni passaggio della navetta, fa avanzare il filo di trama accostandolo a quelli precedenti.

il subbio anteriore, di forma cilindrico e situato nella parte anteriore del telaio, che raccoglie il tessuto realizzato.

I tessuti.

Sono diversi i tessuti utilizzati per la tessitura.

La lana è la fibra che si ottiene dal vello degli ovini a seguito della tosatura, effettuata una volta all’anno con il sopraggiungere dei mesi caldi.

In passato la lana, messa a bagno con acqua calda e sapone, veniva portata alla fiumara, lavata e fatta asciugare. Una volta pronta, si filava con il fuso per farne soprattutto coperte e sciarpe.

La ginestra è un arbusto che fiorisce spontaneamente sulle colline cauloniesi nel mese di maggio. Un tempo, le donne nel periodo estivo partivano all’alba per andare a tagliare le ginestre con la falce; trasportavano i fasci di ginestra presso il fiume dove la facevano bollire in una caldaia di rame e infine la lasciavano a bagno nel fiume stesso.

Dopo alcuni giorni, la strofinavano nella sabbia e ne strappavano le fibre che venivano lavate e battute con un grosso bastone; dopo un ulteriore lavaggio, si lasciava asciugare al sole. Tale procedimento veniva ripetuto finché le fibre non si fossero completamente sbiancate.

Con la ginestra si tessevano telerie rustiche e resistenti utilizzate per la macellazione del maiale o per il trasporto della paglia.

Il lino, contrariamente alla ginestra, dev’essere seminato dall’uomo. La semina solitamente avviene in autunno mentre la raccolta a maggio.

Anche il lino veniva messo a bagno nella fiumara, battuto con un bastone di legno detto “u manganu”; successivamente, la parte esterna veniva eliminata mentre quella interna filata e tessuta.

Photo by Chris Chow on Unsplash