Reggio Calabria piange Giuseppe Viola

Reggio Calabria piange Giuseppe Viola

Di Pasquale Amato

“Oggi, 28 maggio 2021, ci ha lasciato fisicamente ma è entrato nella grande storia Giuseppe Viola. Nella grande storia di Bova e di Reggio, del Sud e dell’Italia. Un uomo di straordinaria intelligenza e di fine e ampia cultura.

Un magistrato di alta levatura, capace di interpretare con acume gli aspetti giuridici senza rinunciare alla saggezza e all’umanità. Un cittadino dotato di intenso amore per la sua terra, espresso con gli atti di una vita ma tenendo sempre un profilo riservato e mai invadente.

Un gran signore che, chiamato a ereditare dal carissimo fratello gemello Piero una semplice squadra di basket dilettantistica, l’ha resa protagonista di un’ascesa graduale verso l’Olimpo della pallacanestro, dominato da club ricchi e potenti, misurandosi alla pari con essi. 

Grazie alla sua guida saggia e oculata, alla sua serietà e alla sua capacità di coinvolgimento quella piccola squadra è divenuta qualcosa di più di un fatto sportivo. Si è trasformata in un simbolo radioso di riscatto sociale e in un mito perenne.

E quando ha compreso che il suo capolavoro rischiava di essere messo a rischio dalla sua presenza ha deciso di fare più di un passo indietro, continuando ad amarlo e a seguirlo da lontano, defilato, in silenzio.

E’ un segno del destino che ci abbia lasciato dopo la strepitosa salvezza B della “sua” Viola, che egli ha avuto il merito di costruire come un mito indissolubile di noi reggini e meridionali. A lui dobbiamo tante altre realizzazioni.

Ne ricordo almeno quattro: il ritorno a Reggio della Corte d’appello, l’impianto avveniristico del Pianeta Viola in linea con i più avanzati d’Europa, il Palazzetto di Botteghelle  e il Palazzetto di Pentimele, uno dei più grandi d’Italia.

Mi auguro che Reggio Città Metropolitana, il Comune di Reggio e il Comune di Bova sappiano interpretare e onorare l’amore, il rispetto e la stima che questo straordinario figlio ha conquistato nelle menti, nei cuori e nelle anime di tutti i reggini”.