Come scegliere un misuratore di luce: consigli e suggerimenti

Come scegliere un misuratore di luce: consigli e suggerimenti

Gli esposimetri o luxmetri misurano l’inquinamento luminoso o l’intensità luminosa. Le unità di misura sono lux per l’Europa e foot-candle per gli USA, ma ci sono modelli che forniscono i dati in entrambi i modi. Sono strumenti impiegati in luoghi pubblici e in luoghi di lavoro per verificare che ci sia negli ambienti una giusta quantità di luce. Un utilizzo tipico, poi, è quello nel settore foto e cinematografico.

Funzionamento dell’esposimetro

In commercio ci sono vari modelli, dai più semplici ai più sofisticati, ma tutti presentano due parti principali: il corpo e una parte mobile che contiene il sensore, il quale di solito è costituito da un trasduttore che reagisce all’energia luminosa generando una corrente elettrica (l’effetto fotoelettrico), la quale è rilevata da un galvanometro ed espressa in lux. Sul corpo si trovano i comandi e gli eventuali display.

Di solito le due parti sono separate ma si possono trovare pure modelli compatti, in cui la parte mobile è all’interno di quella fissa. Inoltre, ci sono dispositivi più semplici, che consentono una valutazione intuitiva e veloce, e versioni più avanzate, con funzioni aggiuntive di monitoraggio e di registrazione, memorizzazione e trasferimento dati.

Come si sceglie l’esposimetro? Le considerazioni da fare

Un misuratore luce può essere utilizzato in campo fotografico e cinematografico, nell’ambito della progettazione degli interni, della sicurezza nei luoghi di lavoro e in quelli pubblici. La legge, infatti, prevede la presenza di una illuminazione ottimale per lo svolgimento delle mansioni lavorative. Negli uffici non si può andare sotto i 500 lux nella zona di lavoro, per esempio, e ci sono contesti in cui deve essere garantito un livello maggiore.

Le considerazioni da fare per selezionare il misuratore luce più adatto alle proprie esigenze sono diverse. Un parametro importante è la portabilità e poi vanno valutate le diverse funzioni, dalla retroilluminazione allo spegnimento automatico, dal collegamento con altri device al salvataggio dati. Un po’ come in tutte le esperienze di acquisto, l’ideale è trovare il giusto rapporto qualità/prezzo. Bisogna pure scegliere tra modelli più semplici, che possono essere utili nelle rilevazioni veloci, e strumenti più complessi. È chiaro che nel primo caso si risparmia ma le funzioni aggiuntive possono valere la pena di spendere qualcosa in più. Un’altra scelta da fare riguarda il metodo di lettura (ce ne sono quattro), argomento che non suonerà nuovo a chi si occupa di fotografia.

Le caratteristiche in base a cui selezionare il modello

La scelta del misuratore di luce terrà conto delle sue caratteristiche. Si andranno a considerare, quindi, minimo e massimo livello di luminosità e il tipo di sensore, ma anche marchio, dimensioni e peso come durata della batteria, la sorgente di potenza ecc. Da non sottovalutare la differenza tra modello analogico e modello digitale. Nel primo caso, la visualizzazione dei dati è meno immediata. I modelli digitali sono più semplici da usare, si disporrà di un display lcd per leggere le misurazioni e, nei dispositivi più avanzati, è previsto il touchscreen.

Le cose da valutare, insomma, sono diverse: prezzo, modello analogico o digitale, caratteristiche. L’iter di ricerca e selezione può essere, comunque, snellito. Ci si può rivolgere a un sito di e-commerce. Oltre alla praticità della navigazione online, che può essere fatta ovunque, tramite computer o mobile, basta avere una connessione, senza limiti di orario, sono gli stessi cataloghi virtuali a poter risultare particolarmente pratici. Nell’anteprima prodotto si possono leggere le informazioni essenziali, come il modello e il prezzo. Per approfondire, basta aprire la scheda prodotto. Inoltre, si possono inserire i filtri di ricerca, per selezionare, con un click, i modelli con le caratteristiche desiderate.

Rispondi