Franco Napoli espone le sue idee per Caulonia

Franco Napoli espone le sue idee per Caulonia

di Franco Napoli

Sono assolutamente onorato e lusingato che “Ciavula”, ed il mio amico direttore Giovanni Maiolo, abbia avuto l’attenzione di indicarmi tra coloro che potrebbero rappresentare il Comune di Caulonia, ma non posso sottacere un certo imbarazzo, in quanto la candidatura deve nascere da una aggregazione o più, nella condivisione di punti programmatici. Mi sono imbarazzato, anche, perché gli altri due candidati in lizza, per il voto virtuale, sono persone che conosco da anni e con le quali ho avuto sempre buone relazioni.

In ogni caso ringrazio chi mi vorrà concedere apprezzamenti ma, a riguardo , è bene che io metta subito in chiaro come vedrei un mio impegno per il territorio nell’intento di riuscire a restituire ad ogni cittadino, come in passato, l’orgoglio di essere cauloniese e di appartenere alla Locride in cui lavoro, da anni, e mi impegno nella sua promozione e valorizzazione, con l’associazione “Benessere per la Jonica”

Non amo i supereroi ma le persone concrete e che, al di là dei propri schieramenti, siano riconosciute per il loro impegno su cause comuni, per il bene della collettività.

Candidarsi al Comune di Caulonia, in qualsiasi veste, non è semplice. A volte chi ha più interesse e disponibilità a farlo, spesso non ha le risorse e gli strumenti per mettersi in gioco, e chi sarebbe più adatto a ricoprire un ruolo pubblico, considera la candidatura un passaggio poco utile o troppo rischioso.

Pertanto lungi da me vivere la politica come ambizione personale, ma solo come espressione di comunità, di alleanze sociali e coalizioni civiche territoriali, capaci di declinare in modo operativo e pragmatico gli ideali di giustizia sociale e ambientale.

Vorrei accrescere l’accesso alla conoscenza e indirizzare la trasformazione digitale alla giustizia sociale e ambientale; vorrei promuovere servizi fondamentali, nuove attività e buoni lavori prima di tutto nei territori marginalizzati come le nostre frazioni; vorrei dare una dignità, tutela e partecipazione strategica del lavoro in un nuovo patto con le imprese; vorrei accrescere la libertà dei giovani nel costruirsi un percorso di vita e contribuire al futuro del paese; vorrei rigenerare la struttura amministrativa del Comune migliorando qualità e metodo; vorrei aumentare i livelli di convivenza e potenziare le azioni di contrasto a ogni forma di discriminazione.

A Caulonia, a mio parere, serve costruire una squadra capace di essere un ponte fra gli interessi dei meno rappresentati e i luoghi della decisione, conciliando diversi principi: dal bilanciamento di genere, alla distribuzione territoriale, cercando di privilegiare giovani, donne, persone di origine migrante ed espressione di comunità radicate.

Da moderato liberalsocialista credo nella giustizia sociale ed a tal uopo i temi sono molti. Ognuno porta con se idee da sviluppare, politiche da attuare, comunità da attivare, conflitti da organizzare. Equità, redditi più alti e lavoro più stabile, un sistema di tassazione giusto, lotta all’evasione, più redistribuzione, più servizi e diritti sociali (istruzione, casa, cura, trasporto e infanzia), più accoglienza, nessuna discriminazione di genere o di orientamento sessuale, più democrazia e diritti nei luoghi di lavoro, lotta alla criminalità organizzata, più investimenti pubblici per creare sviluppo e innovazione, transizione ecologica dell’economia e degli eco-sistemi urbani, lotta al dissesto ambientale, sociale e demografico delle aree rurali e di quelle depresse.

Queste sono i progetti che mi stimolerebbero a impegnarmi, nuovamente, in prima persona, in un paese ricco (senza saperlo) come Caulonia . Il finanziamento di tali attività non può essere pubblico ma anche si può tendere la mano anche a quello privato evitando comunque che nelle scelte contino solo i ricchi o le posizioni di rendita.

La qualità della rappresentanza politica a Caulonia deve dare potere a chi è meno rappresentato: il mondo del lavoro dipendente, delle forme di subordinazione precaria, dei giovani senza lavoro e/o senza istruzione adatta ai tempi della globalizzazione, di chi non riesce ad accedere al credito e al mercato immobiliare; gli immigrati, i poveri e i lavoratori in sofferenza economica , chi restituisce al paese spazi e beni comuni con il lavoro volontario, ceti, classi e individui che non vedono riconosciuti i propri diritti di libertà come il ceto medio che scompare, i poveri esclusi dal sistema, i lavoratori e le minoranze: il sostegno alla rappresentanza politica di questi interessi, a persone che in questi mondi ci vivono e ne condividono il punto di vista e i bisogni.

Un candidatura per un progetto collettivo, non leadership individuale, scelta all’interno di processi aperti e collettivi. Non credo nella democrazia del leader solitario in quale non potrà mai essere espressione di comunità, di alleanze sociali e coalizioni civiche territoriali con i partiti portatori e rappresentanti di quegli interessi e valori che facciano la differenza nella assemblee, nelle Giunte, nelle commissioni.

Pertanto un mio impegno ci sarà solamente per una squadra che vuole non solo uguaglianza ma equità dove saranno benvenuti coloro i quali sono cittadini onesti, che si battono per forme di integrazione del reddito, autoimprenditorialità (purché essa non divenga sfruttamento e autosfruttamento), miglioramento e creazione di servizi ai cittadini (asili, presidi sanitari, trasporto pubblico, istruzione, casa, sostegno agli anziani e alle categorie più in difficoltà).

Che vuole ribaltare l’approccio maschile alla politica: non solo politiche e conflitti per trasferire più potere alle donne, nella società e nel lavoro, ma anche un approccio che sfidi culturalmente la degenerazione narcisistica dei maschi al potere. Che vuole democrazia e diritti nei luoghi di lavoro: saranno accolti quelli che affiancheranno in prima linea, con azioni di solidarietà e sostegno, i lavoratori di una comunità locale.

Che lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione con progetti e proposte che aggrediscano il tema dell’economia criminale. Che vuole investimenti pubblici e privati per creare sviluppo e innovazione, per contrastare la crescita della rendita speculativa.

Che vuole la transizione ecologica dell’economia e di Caulonia, il ritorno alla cura del territorio principalmente interno e che sentono la comunità – urbane e non – come luoghi dell’economia circolare che si occupi dei rifiuti, del trasporto ecologico ,della mobilità(non abbiamo un trasporto cittadino, dell’abbattimento dei consumi di energia e della produzione di gas, dell’abbattimento del rischio per le persone di fronte alle calamità e agli eventi naturali.

Che vuole più diritti collettivi e individuali, senza alcuna forma di discriminazione con progetti che aiutano le comunità a crescere e allargare gli spazi di democrazia. Che vuole più integrazione. Sono benvenuti i candidati che lavorano su progetti locali che sono nati per garantire diritti a chi decide di emigrare o a chi chiede protezione internazionale.

Che vuole valorizzare progettualità dal basso. Sostegno a chi promuove progetti di volontariato, cura del territorio, forme di auto-aiuto e di impegno, rigenerazione di spazi pubblici, organizzazione di comunità- urbane e non-come luoghi dell’economia circolare.

La strada che auspico per Caulonia deve cominciare da qui: l’era dei rinvii, delle mezze misure, degli espedienti ingannevolmente consolatori, dei ritardi è da considerarsi chiusa. Ora deve iniziare il periodo delle azioni che producono delle conseguenze di rinascita del paese. Se per realizzare tutto questo servono conflitti, sono benvenuti coloro che sostengono la società che si organizza per avere più diritti, più democrazia e più potere. Anche attraverso di loro.