Il sindaco di Roccella invita tutti i cittadini a vaccinarsi contro il covid

Il sindaco di Roccella invita tutti i cittadini a vaccinarsi contro il covid

Carissime Cittadine,

Carissimi Cittadini,

dopo la pausa natalizia, lunedì prossimo, 10 gennaio, segna per tutti noi la ripresa delle attività lavorative, scolastiche e sociali.

Una ripresa nella quale, al contrario di quanto speravamo, la presenza del COVID 19 è marcatamente evidente ed in crescita. E tutto ciò porta con sé una certa preoccupazione, legittima, ma che dobbiamo cercare di gestire nel miglior modo possibile, per evitare che gli effetti della paura siano peggiori degli effetti del virus. Ad iniziare dagli effetti che la paura irrazionale del virus può avere sui nostri bambini e sugli adolescenti, per i quali la mancanza di socialità per tutto lo scorso inverno, il protrarsi della didattica a distanza, la difficoltà ad incontrare i propri amici durante questo Natale, hanno effetti psicologici che sbaglieremmo a sottovalutare.

Così come sbaglieremmo a non considerare l’evoluzione, gli enormi progressi che abbiamo fatto nella lotta alla pandemia e decidessimo di usare un approccio eccezionalmente rigido che in questa fase porterebbe più danni che effetti positivi.

Molto è cambiato dai primi di gennaio 2021. Abbiamo, innanzitutto, un alleato fondamentale e straordinario nella lotta al virus: il vaccino. Che, ormai è chiaro a tutti,  anche se non ci protegge totalmente dalla malattia (anche i vaccinati possono essere contagiati, così come il vaccino dell’influenza non rendeva impossibile l’ammalarsi di influenza), rende infinitamente bassa la probabilità, in soggetti che non hanno altre forti patologie, di sviluppare forme gravi di malattia e di finire in ospedale. E di questo tutti noi iniziamo ad avere un’evidenza diretta sentendo le testimonianze di chi si è ammalato in questo periodo.

Conosciamo meglio il virus e sappiamo difenderci dalla trasmissione. Anche se stiamo vivendo una ripresa dei contagi, nessuno di noi usa più i guanti per fare la spesa o si cambia i vestiti prima di entrare a casa (cose che, forse lo abbiamo dimenticato, facevamo quando del virus si sapeva poco o nulla). Oggi a nessuno è consentito di entrare in un negozio senza indossare la mascherina e tutti noi sappiamo che dobbiamo spesso igienizzare le mani. E, soprattutto, sono disponibili mascherine e gel in quantità più che adeguate.

Lo sviluppo dei metodi rapidi di rilevazione del virus consente a tutti noi, se dovessimo averne necessità, di verificare subito e con estrema attendibilità se si è o meno contratto il virus. E finalmente è finita quell’ odiosissima caccia alle streghe cui si assisteva agli inizi della pandemia e che portava addirittura a biasimare chi si era contagiato, considerandolo un irresponsabile.

In questo scenario siamo chiamati tutti ad una evoluzione importante. Dobbiamo passare dal preoccuparci del virus all’occuparci del virus.

È una differenza fondamentale. Ci si preoccupa di un problema quando è ignoto, quando fa paura e la preoccupazione porta a vivere con terrore ed ansia le nostre giornate, chiudendoci in noi stessi e abbandonando ogni altra occupazione. Ci si occupa di un problema quando lo si conosce, lo si affronta razionalmente, ci si convive prima e lo si risolve poi.

Ecco. In questo inizio di 2022 dobbiamo, ognuno di noi e tutti assieme, occuparci della pandemia.

Come? Lo vedremo strada facendo, ma c’è una cosa che dobbiamo fare subito senza perdere altro tempo: vaccinarci, vaccinare i nostri figli, convincere soprattutto tutti quelli che hanno paura, tutti quelli che hanno dubbi, a vaccinarsi. Un anno fa avremmo dato tutto l’oro del mondo per avere un vaccino e oggi che lo abbiamo non vaccinarsi è, come ha detto il Presidente Mattarella, una offesa per chi è morto combattendo contro questa pandemia e per chi non ce l’ha fatta perché non c’era un vaccino.

Per il resto, la consapevolezza dei comportamenti da tenere per contrastare il diffondersi del virus è ormai alta e consolidata: indossare la mascherina, igienizzarsi le mani, evitare luoghi chiusi e affollati. Tutto questo è certamente un limite alla nostra socialità, ma non significa essere paralizzati dalla paura.

Un’ultima considerazione. Spesso si chiede quale sia la situazione a Roccella e si chiede di riprendere a pubblicare i bollettini. Voglio ricordare che la funzione del bollettino non è quella di informare i cittadini sui casi Covid, ma quella di metterli in guardia nel caso in cui l’andamento a Roccella fosse anomalo rispetto all’andamento nella Locride, in Calabria o in Italia. Ormai il virus è diffuso in modo simile su tutti i territori ed è per questo che non a Roccella, ma in nessun altro comune si pubblicano più i bollettini. È ovvio che se dovesse di nuovo palesarsi una situazione di eccezionalità riferita alla nostra cittadina non esiteremo un istante ad informare i cittadini.

Affrontiamo, quindi, con fiducia questo nuovo anno, certi che presto verrà il giorno in cui sarà dichiarata cessata l’emergenza e potremo riporre tra i ricordi lo striscione che campeggia sul Municipio e che ci ha guidato in questa difficile prova.

 Il SindacoDott. Vittorio Zito