Il trio Enoch, Trono e Francescutto rende “Sangue chiama sangue” di Dragonero un fumetto imperdibile

Il trio Enoch, Trono e Francescutto rende “Sangue chiama sangue” di Dragonero un fumetto imperdibile

Dragonero è attualmente, a mio giudizio, il miglior fumetto italiano.

Luca Enoch è un eccellente sceneggiatore di fumetti, per me il migliore in assoluto.

Walter Trono è sicuramente tra i più bravi disegnatori italiani di fumetti.

Paolo Francescutto è il top nella colorazione di fumetti.

Alessandra Baccagli sa fare al meglio il suo lavoro.

Metteteli insieme e otterrete “Sangue chiama sangue”, un imperdibile cartonato di Dragonero, edito da Sergio Bonelli Editore.

Sono ancora lontani i giorni della guerra contro le Regine nere, della disgregazione dell’Impero e della ribellione in questo albo che ripropone a colori e in grande formato una delle storie autoconclusive più belle di Dragonero.

Ian Aranill, il protagonista, è ancora uno scout imperiale e viene inviato insieme al suo fido amico e compagno orco Gmor Burpen a Vetwasilvhe, la “foresta vecchia” (all’interno della quale si trova Frondascura, il luogo da cui proviene l’elfa Sera, ma questa è un’altra storia), perchè diversi cacciatori sono stati ritrovati a pezzi, uccisi da quella che sembra essere un’enorme quanto misteriosa bestia emersa dalle profondità della foresta.

Quando i due arrivano al fortino del corpo dei guardacaccia imperiali trovano ad attenderli Yonhus, il sovrintendente forestale a capo del fortilizio, con un viso che ricorda decisamente Pierò Pelù.

Sarà un caso, visto che Walter Trono fa parte di una tribute band dei Litfiba?

Le indagini dei nostri eroi, tutte da godere, sveleranno una verità che lascerà l’amaro in bocca ai lettori.

Luca Enoch, come sempre, non utilizza le categoria di “bene” e “male” ma da grande narratore approfondisce e rivela retroscena che aiutano a comprendere ogni atteggiamento, anche quelli più brutali.

Il volume è arricchito da una storia inedita (colorata come sempre in maniera strabiliante da Paolo Francescutto) strettamente connessa alla vicenda principale, e dai soliti “Appunti di viaggio”, che svelano aspetti dell’Erondar noti ai lettori della serie regolare ma piuttosto gustosi per chi segue Dragonero saltuariamente.

La bellissima copertina è opera di Walter Trono e viene da pensare che, qualora con la fine della ribellione e l’avvio della nuova narrazione la SBE decidesse di cambiare copertinista (come è accaduto col passaggio da Dragonero a Dragonero il ribelle in cui il bravo Giuseppe Matteoni ha lasciato il posto allo strepitoso talento di Gianluca Pagliarani), il disegnatore pugliese possa essere uno dei candidati in pole position (io voto a favore!).

Insomma, la squadra di Dragonero mette a segno un altro grande colpo, in attesa di farci scoprire dove ci porterà la serie regolare.