Calatria di Caulonia e l’incanto di una “forestiera” con il cappello

Calatria di Caulonia e l’incanto di una “forestiera” con il cappello

di Daniela Maggiulli

Calatria, frazione di Caulonia, RC.

Sono salita a dare un’occhiata e a prendere un caffè. Però il bar non c’è, e neanche la piazza, la chiesa, il giornalaio, la posta. In pratica non c’è niente, solo una strada, qualche casetta di cemento e pietre e una villa lussuosa anni 80 di un emigrato che viene in estate.Due uomini in una rimessa all’ingresso del paese mi chiedono cosa sto cercando. Rispondo che sono venuta per un caffè. Mi dicono che l’unico modo per prendere il caffè lassù è che qualcuno me lo offra. E perciò uno dei due va in cucina e lo prepara. Lo accetto volentieri mentre con l’altro, un bel cinquantenne estirpato alla montagna e trapiantato in Lombardia, inizia una dissertazione sulla meraviglia di vivere liberi nella natura.

Il compare torna con i caffè e ci dice che da quando è in pensione ha sempre da fare fra l’orto e l’uliveto, e non si annoia mai. Li saluto, incantata dalla gioia che hanno provato a conversare con una forestiera con il cappello. Si vedeva dagli occhi che non se l’aspettavano, sono stati felici per la mia visita.

Una signora che mi ha sentita arrivare si è affacciata da un balconcino completamente coperto da una tenda. Sento solo la voce. Intravedo il gattino. Mi chiede chi sono. Le rispondo e le faccio mille domande su come vive una donna sola a Calatria, con meno di 50 abitanti residenti. In perfetto italiano mi risponde che è disabile, non può camminare. Perciò un posto vale l’altro. Qui, almeno, ha una bella vista.

La Calabria è sempre un po’ drammatica, a volte tragica. Devi soffrire, se vuoi amarla.

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