Gioiosa Ionica, “Costruire insieme” si candida a perdere anche le prossime elezioni

Gioiosa Ionica, “Costruire insieme” si candida a perdere anche le prossime elezioni

Negli ultimi giorni ogni volta che leggo un comunicato stampa di “Costruire insieme” immagino il sindaco di Gioiosa Ionica, Luca Ritorto, nella sua stanza al municipio che sorride sornione, ringraziando gli oppositori che giocano a farsi del male da soli.

Dopo avere affrontato una campagna elettorale descrivendo una Gioiosa sull’orlo del baratro (mentre in altri comuni le forze in campo additavano la crescita degli ultimi anni avuta da Gioiosa Ionica come un esempio a cui guardare) sono stati duramente puniti dagli elettori che hanno fatto stravincere la lista che amministra ormai da dieci anni.

Di fronte ad una batosta elettorale di tali proporzioni in genere una forza politica si ferma a riflettere e cerca di cambiare rotta. Ma “Costruire Insieme” no, preferisce proseguire sulla rotta tracciata, candidandosi a perdere anche le prossime elezioni, indipendentemente dai meriti dei propri rivali.

Già in campagna elettorale la lista poi brutalmente sconfitta dal voto democratico aveva criticato gli amministratori accusandoli di privilegiare l’accoglienza dei migranti rispetto al turismo. Un’associazione chiaramente infondata, tendente a legare due aspetti separati nel tentativo di sollevare una polemica scimmiottando i leader della peggiore destra nazionale. Una polemica che nella civile Gioiosa non ha per nulla pagato, anche perchè, al contrario di quanto sostenuto dalla lista perdente, è avvenuto l’esatto opposto e cioè il nome di Gioiosa ha girato il mondo facendo pubblicità in positivo al paese senza bisogno di sborsare un centesimo, ma grazie alle buone pratiche di accoglienza.

Perchè la qualità dell’accoglienza che il comune di Gioiosa pratica da ormai dieci anni è così elevata da essere nota in tutto il mondo grazie ai servizi dei mezzi di informazione più importanti a livello planetario come la BBC, la CNN, Al Jazeera ecc… . Non si contano più le tesi di laurea sull’accoglienza a Gioiosa, che ha attirato studiosi e curiosi nel corso degli anni. In tutte le librerie d’Italia si può acquistare un fumetto edito da una delle più grandi case editrici del nostro Paese, la Feltrinelli, che loda l’accoglienza di Gioiosa e potrei riempire centinaia di articoli elencando ogni singola iniziativa che ha promosso il nome di Gioiosa Ionica. Quindi se proprio dobbiamo dirla tutta in questi dieci anni l’accoglienza ha offerto a Gioiosa una ininterrotta campagna pubblicitaria in tutto il mondo. Di Gioiosa si parla ovunque, nei festival, nelle università, nei convegni. Io stesso quando vengo chiamato da varie università italiane ad insegnare modelli di accoglienza nei master post laurea dedico ore ed ore di lezione all’esperienza di Gioiosa. Un’esperienza così meritoria da essere ormai nota a tutti, tranne a quelli di “Costruire Insieme” che Gioiosa vorrebbero amministrare.

Potrei prendere ogni singola riga dei comunicati del gruppo in cui si fa riferimento all’accoglienza per smontarla parola per parola rivelando tutta la superficialità e la mancanza di conoscenza che emerge, ma sarebbe fin troppo facile e non amo sparare sulla croce rossa.

Voglio concentrami, per non farla lunga, solo su una frase, che rivela non solo l’inconsistenza della polemica sollevata ma anche che chi scrive proviene da una cultura politica che sa solo negare i diritti riducendoli alla carità.

“Costruire insieme” ha scritto: “L’Amministrazione attuale e decennale di Gioiosa Ionica dimostra ancora una volta, se ci fosse il dubbio, che la sua chiave di lettura politica non mette come priorità lo sviluppo di settori fondamentali come turismo e commercio ma punta invece in modo evidente, e a dir poco sbilanciato, a dare un contributo a quel settore che dovrebbe perseguire finalità civiche e di solidarietà senza scopo di lucro, ma che di fatto è ormai chiaramente diventato un business”.

La gravità di questa affermazione è evidente. In primis perchè l’accoglienza del Sai di Gioiosa (come di tutti i Sai d’Italia) è sempre stata e continuerà ad essere senza fini di lucro. Ma soprattutto parlare di business smentisce il fatto che in dieci anni tutte le relazioni delle visite di monitoraggio del Ministero dell’Interno, della Prefettura di Reggio Calabria, le relazioni dei revisori contabili indipendenti e quelle dei controlli di secondo livello dei funzionari del Ministero dell’Interno (parliamo di almeno trenta relazioni in dieci anni che hanno valutato ogni aspetto dell’accoglienza, da quelli qualitativi a qualli della gestione finanziaria) hanno evidenziato la PERFEZIONE della gestione finanziaria e operativa del progetto di accoglienza di Gioiosa. Quindi le cose sono due: o i componenti del gruppo “Costruire Insieme” mentono sapendo di mentire, nel tentativo volgare di sporcare l’immagine specchiata e certificata da ogni autorità possibile e immaginabile (rischiando anche di beccarsi qualche querela da parte degli enti che in 10 anni hanno duramente lavorato nel settore) dell’accoglienza gioiosana oppure scrivono di qualcosa che non conoscono minimamente. Le conseguenze le hanno già tratte gli elettori gioiosani, giudicandoli inadeguati ad amministrare.

Ma quello che fa rabbrividire è l’affermazione che i diritti dovrebbero essere garantiti dal volontariato. Qui ancora di più si rivela una profonda mancanza di conoscenza non di un settore giuridico di nicchia, ma dei diritti fondamentali dell’uomo sanciti dalle principali fonti normative nazionali ed internazionali. Un’affermazione del genere può essere fatta solo se si ignora che il diritto alla protezione internazionale è sancito dalla Convenzione di Ginevra, dalla Costituzione Italiana, dalle Direttive dell’Unione Europea. Non si possono affidare dei richiedenti asilo a dei volontari se non in situazioni temporeanee e di estrema emergenza. Il personale che opera a Gioiosa ha frequentato decine e decine di corsi di formazione sui temi più disparati. Una persona vittima di tratta, abusata sessualmente da decine di criminali libici, torturata fisicamente e psicologicamente, che ha visto morire i propri compagni di viaggio e parenti in mare o nel deserto e che adesso deve partorire la figlia dei suoi aguzzini strupratori non può essere affidata ad un volontario ma deve essere aiutata da psicologi qualificati col sostegno di etnopischiatri, da assistenti sociali esperti, da operatori legali che conoscano il diritto dell’immigrazione meglio di chi lo ha scritto, da mediatori culturali che conoscano e abbiano vissuto sulla loro pelle la tratta di esseri umani.

Le bambine di pochi anni che sono scappate dall’Ucraina, abbandonando i proprio padri a combattere una guerra voluta dalla Russia e che forse non rivedranno, gli afghani che hanno vissuto 20 anni di conflitto per poi vedere tornare al potere i talebani, gli uomini del Kashmir che portano sul corpo i segni delle torture inflittegli con l’elettricità, i ragazzini egiziani cresciuti in mezzo alla violenza e in fuga da una dittatura che ammazza chi protesta hanno il DIRITTO di ricevere accoglienza qualificata, altro che volontariato della domenica!

Abbiate un minimo di rispetto, se non per la nostra intelligenza almeno per le centinaia di persone disperate per cui Gioiosa Ionica in questi anni è stata una casa da cui ricominciare una vita. Dovreste esserne orgogliosi anche voi. A Gioiosa c’è chi si sporca le mani col peggiore disagio che esista al mondo e riesce a tirare fuori il meglio delle persone senza arrecare alcun disagio alla popolazione. Ogni candidato ad amministrare Gioiosa dovrebbe stringere la mano e ringraziare una per una le operatrici e gli operatori del progetto di accoglienza che per stipendiucci da fame fanno un lavoro difficilissimo, tanto da avere costantemente bisogno di una supervisione psicologica. Perchè da fuori tutto quel dolore, tutta quella sofferenza che ti porti a casa oltre il lavoro e ti accompagna nelle notti insonni non si vede. Ed è terribile leggere certe affermazioni nelle vostre polemiche politiche.

Smettetela di fare polemiche sterili sull’accoglienza.

Oppure continuate così, tra cinque anni Gioiosa Bene Comune vi ringrazierà nuovamente.

P.s.: Volete aiutarci a sconfiggere il business dell’accoglienza che si fa a Gioiosa? Aiutateci a segnalare alle autorità gli sfruttatori che approfittano dello stato di bisogno dei migranti per farli lavorare dall’alba al tramonto in cambio di misere 20 euro.

CATEGORIES
TAGS
Share This