Caulonia, il fascino dei Misteri eleusini ha rapito il pubblico

Caulonia, il fascino dei Misteri eleusini ha rapito il pubblico

Confermato il successo di Locride Antica, l’incontro storico-archeologico organizzato e promosso dall’Associazione Culturale Gnoseon in collaborazione con la Società Filosofica Italiana e Ciavula, che si è svolto sabato sera sul lungomare di Caulonia. Il tema della quarta edizione ha riguardato i Misteri eleusini, i più importanti e famosi riti religiosi misterici greci a carattere iniziatico che si celebravano ad Eleusi, l’antica città di origine micenea poco distante da Atene, sulla cui acropoli si ergeva il santuario dedicato a Demetra e Persefone, quest’ultima detta anche Kore ossia fanciulla, famoso già nel 1500 a.C. così come spiegato dalla redattrice di Ciavula Angela Cristofaro che ha introdotto e coordinato la serata.

Ad aprire l’incontro, patrocinato dal Comune di Caulonia e sponsorizzato dallo Statere d’argento B&B, con i saluti iniziali è sato il sindaco di Caulonia Francesco Cagliuso che si è complimentato con la Gnoseon per l’impegno profuso e l’originalità delle iniziative, spesso vere sfide che dimostrano coraggio e lungimiranza nel trattare per strada, come nel caso di Locride Antica, argomenti generalmente destinati ad altri luoghi portandoli direttamente tra la gente. A seguire il prof. Antonino De Giorgio, segretario della Società Filosofica Italiana – Sezione universitaria calabrese, ha sottolineato che parlare di filosofia in una serata di agosto è qualcosa che stimola particolarmente il pensiero soprattutto per noi che siamo stati tra le tante terre che hanno portato avanti il pensiero filosofico facendolo in maniera egregia e, se il pensiero filosofico si riunisce per ascoltare un discorso sui miti orfici e sui miti eleusini, vuol dire che qualcosa ancora si mantiene vivo. Il prof. De Giorgio ha poi colto l’occasione per ufficializzare pubblicamente l‘ingresso del prof. Alfredo Piscioneri nel Direttivo della Società Filosofica per la zona ionica reggina. A relazionare per primo sul tema della serata è stato il Presidente del Consiglio comunale Vincenzo Frajia il quale ha spiegato come i riti siano sempre esistiti e comportino necessariamente un cambiamento di stato. Basti pensare al matrimonio o al battesimo cristiano, in quest’ultimo caso scelta non consapevole, ma anche alle tribù africane in cui i riti rappresentavano il pasaggio dall’adolescenza all’età adulta. Era una ritualità, quindi, necessaria per avere accesso alla conoscenza e ciò richiedeva un’iniziazione caratterizzata dalla segretezza e riservata a pochi.

La parola è passata poi al prof. Domenico Rosaci dell’ Università Mediterranea di Reggio Calabria, scrittore e saggista, il quale ha fatto un exursus sullo sviluppo dei sacri misteri spiegando come quello celebrato in onore di Demetra e Kore, abbia una derivazione dionisiaca e orfica. Il più antico documento scritto relativo ai Misteri eleusini è costituito dall’inno omerico a Demetra che fa riferimento al fondamento del tempio, il Thelesterion. Quest’ultimo era destinato alle iniziazioni misteriche e al suo interno accedevano i partecipanti al rito dopo aver bevuto il kikeon, bevanda che favoriva l’esperienza onirica per le sue proprietà psicoattive probabilmente causate dalla presenza del fungo della segale cornuta, uno degli ingredienti impiegati per la sua preparazione. L’inno omerico dedicato alla dea racconta del rapimento della figlia Persefone avvenuto per opera di Ade, dio degli Inferi. Demetra per la collera di non riuscire a ritrovare la sua Kore provocò una terribile carestia sulla terra che portò ad un accordo tra Ade e Zeus, accordo che permise a Persefone di ritornare dalla madre anche se solo per un breve tempo durante l’arco dell’anno in quanto prima di abbandonare il regno dell’oltretomba, con un inganno, Ade le fece mangiare un melograno. Chi mangiava i frutti degli Inferi era destinato a rimanervi ma, poichè Persefone ne aveva mangiato solo alcuni chicchi, le fu consentito di trascorrere una parte dell’anno con la madre sulla terra e la restante parte con il marito nel mondo dei morti di cui era diventata regina. Il periodo in cui Persefone ritornava dalla madre, la terra rifioriva e la piante crescevano nuovamente rigogliose, corrispondeva al periodo della primavera e dell’estate; il periodo in cui Persefone era costretta a tornare nel mondo delle ombre, la terra ridiventava spoglia e infeconda, corrispondeva alle stagioni dell’autunno e dell’inverno.

Infine, il prof. Alfredo Piscioneri, presidente dell’ Associazione Gnoseon, ha spiegato come gli orfici, predecessori di Platone, considerassero il corpo come tomba dell’anima. Idea in parte ripresa dai Misteri eleusini e dalla dottrina pitagorica: quando il chicco di grano si imputridisce e sembra morto in realtà è più vivo che mai, si innalza il nuovo essere e si dirige verso la luce: il sole è destinato a dare la vita e il chicco si rende immortale. Per gli orfici la morte non rappresentava la fine di tutte le cose ma era vista come una liberazione in quanto permetteva di liberarsi dal corpo e di passare alla vera vita. La nascita del concetto di anima, ha sottolineato il prof. Pisicioneri, non ha origini cristiane ma è di derivazione filosofica, più precisamente essa è un’invenzione platonica. Il termine venne introdotto infatti da Platone per un problema gnoseologico, utilizzato per questioni legate al pensiero e non alla sfera religiosa e quindi alla tradizione giudaico-cristiana: i sensi ci ingannano in quanto le sensazioni sono differenti da un individuo all’altro, le idee sono le essenze delle cose e l’organo delle idee, l’unico su cui si può fare affidamento, si chiama “psyche”: così nasce l’anima.

Al termine della serata il pubblico è stato trasportato all’interno dei Misteri eleusini con la rievocazione del rito a Demetra e Persefone, che a Locri Epizefiri veniva celebrato da parte delle fanciulle prossime al matrimonio, realizzato dai bravissimi ragazzi della Scuola Cinematografica della Calabria: Mario Alfonso Altavilla, Marcella Mesiti, Gaia Carlotta Ndoye e Fabiola Schirripa accompagnati dalle giovani Alessandra Koblova, Martina Chiera e Chiara Fenaroli. Un’iniziativa, conclusa con l’offerta del sacro nettare degli dèi ai presenti, degna di pregio e nota destinata ad accogliere un pubblico sempre più numeroso.

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