Caulonia, il vicesindaco Maiolo contro l’escalation americana su Cuba: “No alla guerra, sempre e ovunque”

Caulonia, il vicesindaco Maiolo contro l’escalation americana su Cuba: “No alla guerra, sempre e ovunque”

No alla guerra contro Cuba. No alla guerra, sempre e ovunque.
La pace non è una concessione. È un diritto.

Seguo con profonda preoccupazione le crescenti tensioni che vedono gli Stati Uniti assumere nei confronti di Cuba un atteggiamento sempre più aggressivo, con minacce che evocano scenari militari che credevo — o speravo — definitivamente consegnati al passato.
Come amministrazione di Caulonia, paese della Pace, sento il dovere di alzare la voce. Non per abitudine retorica, non per postura ideologica, ma per fedeltà a un principio che ritengo fondante: la guerra non è mai una soluzione legittima. Non lo è stata. Non lo sarà.
Ciò che sta accadendo nel quadro internazionale non riguarda solo Cuba. Riguarda qualcosa di più vasto e, per certi versi, più fragile: l’architettura del diritto internazionale costruita faticosamente dopo la seconda guerra mondiale. Quell’insieme di regole, istituzioni e principi — dalla Carta delle Nazioni Unite al diritto umanitario, dal multilateralismo alle garanzie di sovranità dei popoli — è il frutto più prezioso che l’umanità abbia saputo produrre dalle ceneri di sessanta milioni di morti.

Quell’architettura oggi è sotto attacco. Non da un nemico esterno all’Occidente, ma dall’interno del suo stesso sistema. L’amministrazione Trump — con il suo disprezzo dichiarato per le istituzioni sovranazionali, il suo unilateralismo aggressivo, la sua logica del più forte — sta contribuendo a smantellare le fondamenta su cui si regge la pace globale. E non è sola: altri attori internazionali, in diverse aree del mondo, stanno percorrendo la stessa strada, quella del diritto del più forte al posto del diritto tout court.
Quando un paese potente minaccia un paese piccolo — e Cuba, con tutte le sue contraddizioni, è un paese piccolo — non si tratta di una questione geopolitica lontana da noi. Si tratta di una domanda che riguarda il tipo di mondo in cui vogliamo vivere. Un mondo in cui conta il diritto, oppure uno in cui conta solo la forza.
Il Comune di Caulonia, attraverso le deliberazioni del consiglio comunale, ha scelto il diritto. Ha scelto e sceglie la pace. Lo fa da paese piccolo che conosce bene cosa significa essere periferia, essere lontano dai centri del potere, essere ignorato da chi decide. E proprio per questo sa riconoscere l’ingiustizia quando la vede.
Chiediamo con forza che la comunità internazionale, e in particolare l’Unione Europea, torni ad essere presidio attivo del diritto internazionale: che parli con una voce sola, che difenda le istituzioni multilaterali, che si opponga a ogni logica di guerra preventiva, di embargo punitivo, di minaccia militare come strumento di politica estera.
La pace non si difende solo quando ci riguarda direttamente. Si difende sempre, ovunque, per chiunque. Perché la pace è indivisibile — o è di tutti, o non è di nessuno.

Giovanni Maiolo – Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Caulonia

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS