
Lungomare di Caulonia: la minoranza persevera nella strumentalizzazione. Tante polemiche e zero fatti
I consiglieri di minoranza tornano a farsi sentire. Non quando c’era da lavorare, non quando bisognava trovare soluzioni concrete, ma ora che i cantieri sono aperti e l’amministrazione è impegnata quotidianamente nella tutela del patrimonio pubblico di Caulonia. La loro specialità, ormai nota a tutti, sembra essere una sola: criticare chi lavora.
Partiamo dai fatti, perché i fatti hanno la fastidiosa abitudine di non mentire.
Sulle palancole, è bene ristabilire la verità.
Le palancole non le ha chieste una sola parte: le hanno chieste tutti. In questi mesi, nei vari tavoli tecnici, negli incontri istituzionali e nel confronto pubblico con cittadini e comitati, è emerso con chiarezza un dato fondamentale: il finanziamento PNRR “Aspromonte in Città” era nato con una finalità prevalentemente estetica e di riqualificazione urbana del waterfront, mentre l’opinione pubblica e il territorio chiedevano con forza interventi strutturali indispensabili per la salvaguardia del lungomare cauloniese.
La natura originaria del finanziamento non poteva essere modificata arbitrariamente. Tuttavia, proprio alla luce delle esigenze emerse, dei cedimenti avvenuti e delle richieste avanzate da tutte le parti coinvolte — minoranza compresa — il RUP responsabile dell’intervento aveva già avviato dallo scorso anno una variante progettuale finalizzata all’inserimento delle palancole come sistema di difesa e protezione della passeggiata del lungomare.
Anche nell’assemblea pubblica del 2 maggio 2026, organizzata dalla stessa minoranza insieme ai comitati cittadini, la necessità delle palancole è stata ampiamente condivisa. I tecnici intervenuti hanno concordato sulla bontà della soluzione, sostenendo addirittura che l’intervento non dovesse limitarsi ai primi 100 metri ma interessare l’intera passeggiata del lungomare.
Per questo sorprende che oggi gli stessi consiglieri che erano presenti a quell’assemblea, che hanno ascoltato quei pareri tecnici e che conoscono perfettamente il percorso seguito, tentino di trasformare in polemica politica una scelta che, fino a ieri, era condivisa da tutti.
Tre mesi di silenzio, dicono?
La verità è esattamente opposta.
Il sindaco, l’amministrazione, gli uffici comunali e gli assessori non si sono fermati un solo istante. Dal giorno del ciclone e delle devastanti mareggiate di gennaio, passando per gli ulteriori eventi meteomarini e fino agli episodi più recenti del 17 e 18 marzo legati alla perturbazione Iolinda, il territorio è stato costantemente monitorato mentre il livello dell’acqua continuava a rimanere elevato.
In questi mesi si è lavorato senza sosta.
Attraverso interlocuzioni continue con tutti i soggetti istituzionali coinvolti — Regione Calabria, Protezione Civile e ministeri competenti fino a Roma — si è riusciti a ottenere un risultato fondamentale e non scontato: il dirottamento delle economie derivanti dagli altri lotti del progetto Waterfront, Roccella e Gioiosa Marina, sul lungomare di Caulonia, raccogliendo circa un milione e duecento mila euro aggiuntivi da destinare agli interventi necessari sul nostro territorio.
Parallelamente, negli uffici comunali si è portato avanti un lavoro incessante di predisposizione di decine e decine di schede progettuali per il ripristino dei luoghi danneggiati. Ogni danno è stato documentato, geolocalizzato, analizzato e trasmesso agli enti competenti, non solo per il lungomare ma per tutto il territorio comunale, mantenendo un’interlocuzione continua con Regione e Protezione Civile. È proprio questo lavoro amministrativo, tecnico e istituzionale che ha consentito l’afflusso dei primi finanziamenti relativi alle schede A. Siamo in attesa, poiché al vaglio, delle risultanze delle schede B. Ed infine di quelle derivanti da rischio residuale, le cosiddette schede D. E in tutto questo la minoranza si è limitata a chiedere di visualizzare le schede senza mai fare una segnalazione (il silenzio di cui ci accusano paradossalmente appartiene a loro).
Il paragone con Siderno è un confronto che non regge.
Siderno ha potuto intervenire utilizzando fondi propri di bilancio. Caulonia no, perché Caulonia è un Comune uscito solo recentemente da una situazione di dissesto finanziario che questa amministrazione sta affrontando e risanando con grande fatica e responsabilità.
Caulonia, a differenza di altri enti, deve necessariamente attendere le disposizioni e le autorizzazioni regionali per poter utilizzare determinate risorse. È quindi profondamente scorretto sostenere che “siamo indietro” senza spiegare ai cittadini che le condizioni finanziarie dei due Comuni sono radicalmente diverse.
Ed è ancora più singolare che a fare questo paragone sia proprio chi, nella passata consiliatura, ha votato il dissesto dell’ente.
Inoltre, Caulonia e Siderno non hanno subito gli stessi danni.
Stesso ciclone, sì, ma effetti profondamente differenti con Caulonia che ha visto il lungomare completamente distrutto in tutta la sua interezza.
Caulonia è stata devastata dalla forza erosiva delle mareggiate. Non per un semplice telo che non avrebbe funzionato, ma per la combinazione tra la violenza del mare e la particolare conformazione della nostra costa. Innanzitutto una forma caratterizzata da una linea convessa in mare. Poi, sulla presenza delle fiumare, della passeggiata e della viabilità immediatamente a ridosso del lungomare bisognerà ragionare in prospettiva futura e individuare un sistema realmente capace di attenuare la forza delle mareggiate per limitare l’attività erosiva che continua a colpire il nostro litorale.
In questo contesto, le palancole sono state individuate nell’ambito dell’intervento previsto come una buona prassi tecnica e come una misura strutturale di difesa dal mare.
Sul ripascimento, invece, chiediamo alla minoranza di spiegare concretamente quale sarebbe la loro alternativa.
Come si realizza un ripascimento efficace su una spiaggia fortemente compromessa dall’erosione? Con quali garanzie di tenuta in assenza di una protezione strutturale capace di difendere il lungomare dalle prossime mareggiate?
Il ripascimento, senza adeguate condizioni, rischierebbe di trasformarsi in un intervento inutile destinato a essere cancellato dalla prima mareggiata significativa. È esattamente per questo che la difesa strutturale viene prima di tutto il resto.
Se la minoranza possiede una soluzione tecnica alternativa, concreta e finanziariamente sostenibile, la esponga pubblicamente. I cittadini meritano chiarezza.
La verità che qualcuno continua a non voler dire è semplice: l’intervento con le palancole non è un’improvvisazione, ma una misura urgente e necessaria per impedire che nuove mareggiate completino la distruzione del muro paraonde e della passeggiata prima dell’arrivo dei finanziamenti destinati alla ricostruzione integrale.
Bloccare o ostacolare oggi questo intervento significherebbe lasciare il lungomare esposto e indifeso di fronte ai prossimi eventi meteomarini, vanificando il lavoro tecnico, progettuale e istituzionale portato avanti in questi mesi.
Questa amministrazione non intende sacrificare la tutela del patrimonio pubblico sull’altare della polemica politica.
Noi continuiamo a lavorare, progettare, confrontarci e reperire risorse. Lo facciamo con responsabilità, metodo e presenza costante sul territorio.
Ai cittadini di Caulonia chiediamo di giudicare dai fatti: i cantieri sono aperti, le risorse sono state reperite, i finanziamenti richiesti, il dialogo con i comitati è aperto e continuerà.
Chi invece preferisce limitarsi alle critiche, senza mai spiegare cosa avrebbe fatto concretamente, con quali strumenti e soprattutto con quali risorse economiche, dovrà rispondere del proprio immobilismo davanti alla comunità.
L’Amministrazione Comunale di Caulonia
