Toni Bellasalma 11: una serenata originale, ma non indimenticabile

Toni Bellasalma 11: una serenata originale, ma non indimenticabile

Arrivato all’undicesimo numero, Toni Bellasalma ci ha ormai abituati a un certo modo di fare le cose. Indagini esoteriche, una Torino che sembra sempre sul punto di aprirsi su qualche altra dimensione e un protagonista che affronta l’occulto con l’aria di chi pensa che il soprannaturale sia, tutto sommato, l’ennesima seccatura da sbrigare. Serenata, scritto da Luca Blengino e disegnato da Diego Merola, porta questa formula in un territorio nuovo. Il fantasma, stavolta, non infesta una casa o un vecchio palazzo. Vive nella rete.
Lo spunto è di quelli che restano in testa. Andrew Mancini è un americano piuttosto bizzarro e frequenta assiduamente i siti di cam-girl. Assiste in diretta all’omicidio della sua preferita, Serenata, uccisa da un uomo con una maschera da coniglio. Poco dopo il suo telefono squilla, e dall’altra parte c’è lei. È morta, ma vuole che lui vada a Torino a cercare Toni. Da qui parte una storia che mescola noir, esoterismo e una spruzzata di cyberpunk. Lo spettro è un’entità nata da dati, log e tracce digitali, e Bellasalma deve capire cosa sia davvero prima ancora di scoprire chi l’ha uccisa.
Sull’originalità non ho dubbi. Nel panorama del fumetto popolare italiano non capita spesso di trovare un’idea così attuale, che usa il linguaggio del racconto di fantasmi per parlare di identità digitale e di quello che resta di noi in rete. Mi sono anche divertito. L’ironia della serie c’è tutta, l’ italo-americano di Mancini strappa più di un sorriso e Merola fa recitare bene i personaggi, con un tratto che sta in equilibrio tra cartoon e realismo.
Il problema è che il divertimento, per me, dura fino a un certo punto. Lo spunto iniziale promette molto, poi la storia sembra prendere meno di quanto avrebbe potuto da un’idea così forte. Il mistero non mi ha tenuto agganciato con la tensione dei numeri migliori. Non ho mai pensato di lasciarlo a metà, ma una volta chiuso l’albo mi è rimasto più il ricordo della premessa che quello della storia.
Nel complesso Serenata è un numero coraggioso. Prova a spingere la serie verso temi nuovi. Non è però tra gli albi di Bellasalma che ho amato di più.

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