Recensione senza spoiler di Dragonero 158 “Campana di guerra”, tra vecchi rivali, una reliquia potente e un futuro angosciante

Recensione senza spoiler di Dragonero 158 “Campana di guerra”, tra vecchi rivali, una reliquia potente e un futuro angosciante

Prima ancora di iniziare la lettura dell’avventura di luglio ho dato retta a un consiglio prezioso, quello che Luca Barbieri, curatore di Dragonero, ha affidato alle pagine delle Memorie ritrovate. Mi sono così riletto i numeri 26 e 35 di Mondo Oscuro, e ho fatto benissimo. Sono entrambi episodi molto belli, il 35 in particolare mi ha nuovamente conquistato per la sua epicità, e si rivelano non un semplice sfizio, ma un passaggio necessario per gustare appieno Campana di guerra. È una delle qualità più preziose di questa saga, la memoria degli albi passati non si perde mai, ritorna, si intreccia, e regala al lettore fedele la soddisfazione di vedere fili lontani riannodarsi.

Sul piano grafico, Diego Bonesso ha dato davvero molto. I suoi disegni sono eccellenti e garantiscono quell’elevata qualità a cui Dragonero ci ha ormai abituati, con tavole ricchissime di dettagli, dove ogni vignetta si lascia osservare a lungo senza mai stancare. È un lavoro che sostiene la storia e insieme la esalta, restituendo profondità agli ambienti e forza espressiva alle figure.

E la storia di Stefano Vietti, dal canto suo, non delude. Si muove su tinte horror che, lo confesso, per me non guastano mai, anzi. Quando Dragonero si concede queste atmosfere cupe dà spesso il meglio di sé, come in Mondo Oscuro (anche se so che in molti non sono d’accordo). Torna un vecchio rivale, di quelli che sono stati anche alleati, c’è un’altra potente reliquia e con lei riaffiorano ricordi di battaglie e di guerre che hanno segnato il mondo di Ian e forse non solo il suo. C’è una forza che preme da un altrove estraneo al nostro, c’è la Regina nera a proiettare la sua ombra inquietante, e c’è un finale che non chiude nulla, al contrario lascia presagire nuovi, disturbanti scenari, di quelli che ti fanno già contare i giorni che ci separano dal prossimo appuntamento.

Dragonero, secondo il sottoscritto, continua a essere il miglior fumetto italiano in circolazione, e non smetterei mai di leggerlo e rileggerlo.

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