Recensione senza spoiler di Dragonero 161. La sorpresa Alessio Cammardella e l’umorismo di Luca Enoch

Recensione senza spoiler di Dragonero 161. La sorpresa Alessio Cammardella e l’umorismo di Luca Enoch

Ci sono albi che non cambiano il corso di una saga ma che ricordano perché la si segue con piacere da tanti anni. La fortezza volante è uno di questi. Lo spunto è una delicata missione di salvataggio che viene affidata, con una certa leggerezza, al gruppo di eroi più improbabile che si sia mai visto, la Banda dei Folli creata da Luca Enoch. Ovviamente tocca al romevarlo, su incarico del cancelliere Ausofer, intervenire per rimettere in sesto una situazione esplosiva, senza alcuna garanzia di riuscirci. Da qui parte una storia che punta tutto sul ritmo e sul divertimento.

La vera sorpresa, per me, sono stati i disegni di Alessio Cammardella. Le sue tavole sono chiare, leggibili, con una costruzione della pagina limpida che non confonde l’occhio. Per me questo fa la differenza, perchè con certi disegnatori, a volte anche di Dragonero, si fa fatica a capire cosa stia succedendo, soprattutto nelle scene d’azione. Mi ha colpito anche il modo in cui disegna le bocche dei personaggi, che a volte richiamano i tratti di certi autori nipponici e danno ai volti un’espressività vivace, quasi da manga, che si sposa bene con il tono della storia.

Il soggetto porta la firma di Luca Enoch, e si sente. La leggerezza e l’umorismo con cui Enoch gestisce i suoi personaggi fanno il resto, i dialoghi scorrono, le situazioni comiche nascono in modo naturale dal caos generato dalla Banda dei Folli e Ian si ritrova nel ruolo, a lui ben noto, di chi deve trasformare il disordine in qualcosa che funzioni.

E’ un albo che nulla aggiunge alla continuity. Chi cerca sviluppi importanti o svolte nella trama orizzontale della serie qui non li troverà. Ma non è questo il suo scopo. È una parentesi autoconclusiva, ben scritta e ben disegnata, che si legge tutta d’un fiato e lascia il sorriso.

In definitiva, un numero assolutamente piacevole, che consiglio sia ai lettori di lunga data sia a chi volesse avvicinarsi a Dragonero senza doversi orientare tra le trame più complesse della saga. E un nome, quello di Cammardella, che spero di ritrovare presto sulla testata.

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