Festeggiatelo voi il primo maggio

Festa importante quella dei lavoratori, ma a parte il concertone a Roma e le iniziative in giro per i nostri paesi c’è poco da stare allegri per la mia generazione, quella dei trentenni.

Sapete a quanto sta la disoccupazione giovanile? 43%. La metà dei giovani è senza lavoro, un dramma sociale di proporzioni inaudite. Cosa dobbiamo festeggiare?

E quella metà che il lavoro ce l’ha i diritti e le garanzie può solo ammirarle da lontano e invidiarle ai propri genitori. Siamo quelli precari noi, quelli che se oggi il lavoro ce l’hanno tra due mesi chissà, forse emigriamo, forse ce ne andiamo da questo paese per vecchi, da questo paese di furbi e di corrotti, di amici degli amici noi che amici preferiamo averne pochi ma buoni.

Noi siamo quelli flessibili, quelli che con due lauree lavorano al call center e rompono le palle alla gente a casa per provare a vendergli l’abbonamento ad una tv a pagamento.

Però i nostri governanti ci dicono di essere ottimisti, di sorridere nei selfie, che il futuro sarà migliore.

E altri invece ci aiutano a sfogare la nostra delusione e le nostre frustrazioni contro i “diversi”, contro i migranti che ci invadono e che ci ruberebbero il poco lavoro che abbiamo. Noi con le pezze al culo, loro negli alberghi a nostre spese, dicono. Ci fanno la morale, quelli del partito della truffa, dell’appropriazione indebita, delle tangenti e del riciclaggio (http://www.lettera43.it/politica/lega-nord-accuse-processi-e-scandali-da-patelli-a-belsito_43675150866.htm).

E poi quelli che urlano contro tutto e tutti, buoni a mandare affanculo il mondo, ma che quando si tratta di mettersi in gioco per cambiare le cose e mettere in pratica i loro slogan dicono “no grazie, preferiamo fare i duri e i puri e continuare a incazzarci senza sporcarci le mani”.

La mia generazione invece le mani se le sporca tutti i giorni, cercando una strada per la propria vita, lottando contro una politica che costringe al riflusso, che ci fa domandare in che Paese viviamo.

Sarà che oggi ho mal di testa e nonostante l’entusiasmo di Renzi nell’aprire l’Expo sono in vena pessimistica, ma trovo poche ragioni per festeggiare.

Buon primo maggio a voi.