Calabria tra bellezza e degrado: fotografia di un paradosso senza tempo.

Calabria tra bellezza e degrado: fotografia di un paradosso senza tempo.

Durante le vacanze natalizie, mi sono recato spesso sul lungomare di Caulonia Marina con un amico per scattare delle fotografie.
Ne veniva fuori una sorta di gara, in palio c’era il momento di gloria per l’autore della foto più bella.
Gli spunti certamente non mancavano: il mare con i disegni schizofrenici delle sue onde, la spiaggia, il sole, la vegetazione. Un concentrato di bellezza naturale a portata di mano e di scatto.
Questa foto in particolare ha, a mio avviso, grande valore simbolico: al fascino del mare si contrappone la prepotenza delle macerie circostanti, su un lungomare pressoché abbandonato e sempre più in balìa del maltempo.

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L’immagine in questione contiene l’essenza delle contraddizioni di una Calabria in cui si trovano bellezza ed incuria, meraviglie naturali e sporcizia, passato glorioso e futuro precario.
Siamo tutti colpevoli di incapacità e poca lungimiranza nella gestione delle risorse territoriali che, non tanto per merito nostro quanto piuttosto per dono della natura e della storia, avremmo potenzialmente a disposizione.
A lungo andare, il rischio è quello di arrendersi al degrado, di vedere normalità nella precarietà, di accettare passivamente l’assenza: assenza di servizi adeguati e di strutture all’avanguardia, assenza di giovani costretti a partire in massa alla ricerca di un lavoro, assenza di prospettive in grado di dare speranza.
Continuo a guardare la foto, frustrato ed estasiato al contempo.
La guardo, e penso che in fondo il senso sia tutto lì, in quel conflitto interiore.
Amore e odio (in verità soprattutto amore).
Essere calabresi implica un’ancestrale condanna a provare sentimenti contrastanti nei confronti della propria terra.
La Calabria rattrista e consola, fa arrabbiare e rallegra, impone di stringere i denti ed educa alla generosità.
La Calabria dona e sottrae, costringe a partire e accoglie, maltratta e protegge.
Ma è talmente bella che non si potrà mai smettere di guardarla, e di esserne talmente innamorati da voler credere ancora in lei.