Bacioni, terroni

Bacioni, terroni

Mi ha profondamente ferito apprendere che la Lega sia stato il partito più votato nel mio Comune, Caulonia, e che abbia avuto grande consenso nel meridione in generale.

Mai avrei pensato di assistere ad un simile scenario. Non nel mio Comune, non nella mia Calabria.

Ammetto e riconosco gli errori della sinistra, ma qui si è andati ben oltre.

Sono attonito, amareggiato e deluso.

Fino a ieri ci hanno chiamati “terroni”,

ci hanno insultati, ci hanno derisi,

ci hanno fatto sentire il loro disprezzo,

ci hanno considerati (e ci considerano) ladri da allontanare, mafiosi da combattere e parassiti da evitare,

hanno auspicato l’indipendenza del nord,

hanno schiamazzato lo slogan “Prima il nord” con lo stessa vomitevole intensità con cui ora urlano “Prima gli italiani”,

hanno indossato felpe con scritto “La Padania non è l’Italia”.

Fino a ieri, Matteo Salvini invocava la lava del Vesuvio contro i napoletani,

fino a ieri per la Lega eravamo noi i “migranti” da tenere lontani, da emarginare, e se avessero potuto ci avrebbero cancellati volentieri dalla carta geografica.

Fino a ieri, perché oggi hanno capito di aver bisogno dei nostri voti,

si sono dati una ripulita eliminando la parola “Nord” dal nome del partito,

e ci vengono a raccontare che i “cattivi” non siamo noi ma la gente disperata che arriva attraverso il mare,

ci parlano di sicurezza e di regole eppure non sono neanche in grado di rispettare il silenzio elettorale,

blaterano di legalità e sono stati condannati a restituire 49 milioni di Euro rubati.

Il loro leader giura sul Vangelo stringendo il rosario per far presa sui cattolici, fregandosene del principio di laicità dello Stato, eppure il Papa si rifiuta di incontrarlo a causa della sua politica palesemente contraria al messaggio cristiano.

Legittimano il proliferare di sentimenti di avversione nei confronti della diversità,

fanno leva sui nostri bisogni per generare una guerra tra poveri che non avrà vincitori ma soltanto vinti,

si nutrono delle nostre frustrazioni,

ci convincono che noi veniamo prima di qualcun altro,

e a noi piace lasciarci convincere.

Questo però non è cambiamento ma strumentalizzazione politica, non è riscatto ma ulteriore asservimento, non è futuro ma triste ritorno ad un passato di cui speravo non si sentisse la mancanza.

Per la Lega, per i leghisti e per Matteo Salvini, resteremo sempre i terroni da disprezzare, i mafiosi da combattere, i parassiti da tenere lontani.

Ma a noi, popolo senza né memoria né dignità, va bene così.