Riace: Da paese dell’accoglienza a barzelletta. “Legalità” ed eleggono un condannato a 2 anni di reclusione. E ora anche la grande stampa li prende per il culo…

Riace: Da paese dell’accoglienza a barzelletta. “Legalità” ed eleggono un condannato a 2 anni di reclusione. E ora anche la grande stampa li prende per il culo…

LEGALITA’!

Quando la realtà supera la fantasia. La lista che ha eletto sindaco Antonio Trifoli ha fatto una campagna elettorale sbraitando che avrebbe riportato la legalità a Riace, (dove tra l’altro allo stato attuale c’è un processo in corso e ancora non è stata giudicata nessuna illegalità) e poi il capo dei leghisti di Riace eletto consigliere si dimette accampando motivi di famiglia. Alla fine si scopre invece che Claudio Falchi non era candidabile perchè condannato in via definitiva a due anni di reclusione per bancarotta fraudolenta.

LEGALITA’!

( e poi fatemi aggiungere che nella foto della campagna elettorale pubblicata qui sotto il candidato aggiunto a sinistra col photoshop è assolutamente legale ma fa anche troppo ridere!)

Ma non solo, nemmeno il candidato a sindaco vincente, Antonio Trifoli, era eleggibile. E lo spiega bene oggi Lucio Musolino su “Il Fatto Quotidiano”. Anche il Ministero dell’Interno ha scritto alla Prefettura di Reggio Calabria confermando l’ineleggibilità.

LEGALITA’!

Poi decidono di cambiare il famoso cartello che all’ingresso di Riace Superiore recitava: “Riace paese dell’accoglienza”, si circondano di preti e lo sostituiscono con un cartello dei santi patroni, imitando il loro capo che bacia rosari e si affida al cuore immacolato di Maria. E dalla LEGALITA’ passiamo all’ILARITA’. Perchè sono così devoti da sbagliare il nome di uno dei due santi.

ILARITA’!

E la storia fa così ridere l’Italia che oggi si è scomodato addirittura Michele Serra con l’Amaca su Repubblica per prendere per il culo le istanze reazionarie dei sovranisti in salsa calabrese. Scrive Serra: “Inappuntabile la pezza d’appoggio fornita dal primo cittadino (per la sostituzione del cartello NdR): cade proprio quest’anno il trecentocinquantesimo anniversario dell’arrivo in Riace della reliquia del santo Cosma. Un evento al cui confronto, come si può ben capire, l’arrivo o la partenza, da Riace come altrove, di migliaia di esseri umani nostri contemporanei, per giunta ancora vivi, assume un rilievo infinitamente meno solenne. E’ perfettamente rappresentativo del momento […] l’orgoglioso riferimento a quella tratta di ossa e frattaglie mummificate. Una delle più tristi pratiche del cattolicesimo, che quando ci si mette è davvero la meno spirituale delle religioni. Il mercato delle reliquie ebbe il suo culmine nella Controriforma. Si trattava in massima parte di truffe legittimate dal clero, così che la contabilità di quel povero culto feticista può vantare santi con tre tibie, parecchie mandibole, un paio di lingue ecc.: un miracolo anche quello”.

Ma dopo le risate sull’oscurantismo religioso dei nuovi amministratori di Riace (ancora per poco) anche Serra si lascia andare ad una nota di “dispiaciuta sincerità. Una comunità che ha eletto quel sindaco si merita quei cartelli. I precedenti erano troppo seri, troppo imepgnativi”.

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