Cibo e valorizzazione del territorio. A Gioiosa Ionica si riflette sui possibili scenari futuri

Cibo e valorizzazione del territorio. A Gioiosa Ionica si riflette sui possibili scenari futuri

Si è tenuto ieri alle 17:00, presso Palazzo Amaduri a Gioiosa Ionica, l’incontro “Ripartiamo dal cibo per valorizzare il nostro territorio”. Il dibattito, teso a riflettere sulle strategie locali di produzione e consumo sostenibili, ha visto l’intervento di importanti personalità di ambito nazionale e regionale. A moderare l’incontro Francesca de Stefano, Responsabile CRIC, che ha presentato il progetto Nuove Narrazioni e ha dato avvio ai lavori.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Gioiosa Ionica, Salvatore Fuda, ha preso la parola Massimo Rovai del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa. Il suo intervento si è incentrato sul concetto di politica del cibo, che trova il suo fondamento nell’organizzazione di sistemi di produzione a basso impatto ambientale. L’Agricoltura oggigiorno –sostiene- è sempre meno sostenibile perché basata su sistemi di agricoltura intensivi e su mercati agricoli in mano alla speculazione finanziaria che aumentano lo spreco di risorse e la fame nel mondo. 

L’agricoltura, quindi, diventa sempre di più un sistema industriale ad alta intensità energetica con impatti ambientali sempre più elevati. Avviare una corretta governancedel cibo è la giusta soluzione a queste problematiche, con l’obiettivo di permettere a tutti l’esercizio di un diritto secondo principi di sostenibilità: istallazione di fontanelle pubbliche di acqua accessibili ai cittadini, introduzione nelle mense scolastiche di frutta e verdura di stagione, costituzione di orti urbani, valorizzazione di aziende agricole locali, sono alcuni esempi di come si possa orientare e promuovere la partecipazione cittadina verso le politiche del cibo. La provincia di Lucca –ha mostrato ai presenti Rovai- è un esempio di come in Italia si stia ragionando in questi termini.

Successivamente, ha preso la parola Nicola Carvello, presidente GAL Kroton, che ha focalizzato l’attenzione sui sistemi alimentari locali, con particolare riferimento alla realtà di Crotone. Di fronte a un mercato che guarda al cibo esclusivamente come mezzo di profitto –ha asserito- sono scaturiti negli ultimi anni numerosi interrogativi che lo collocano in una prospettiva più etica. È necessario pensare in senso moderno al cibo e ai suoi processi produttivi, tenendo come riferimento pascoli biologici e allevamenti sostenibili. E ancora –hacontinuato Carvello- vi è la necessità di partire dalle scuole: in molti istituti del crotonese, infatti, gli alunni sono stati invitati ad assaggiare latte appena munto o a consumare merendine all’olio di oliva. In tal senso, il contributo degli attori locali, supportati da un’azione istituzionale, potrebbe contribuire alla realizzazione di un’educazione al cibo in termini di qualità e sostenibilità. Il dibattito si è concluso con gli interventi di Francesco Macrì, Presidente GAL “Terre Locridee”, che ha invitato a rendere più concrete azioni di cooperazione in una terra sempre osteggiata dalle critiche e dal senso di sfiducia, e di Maurizio Zavaglia, Presidente cooperativa Nelson Mandela, che si è mostrato fiducioso nell’operato dei giovani e nella possibilità di  creare percorsi condivisi in nome dello sviluppo locale e della valorizzazione delle risorse. I presenti hanno potuto concludere l’interessante pomeriggio degustando alcuni prodotti tipici locali, incontrando quel cibo che fa del binomio sostenibilità-qualità un marchio distintivo.

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