La Rete dei Comuni Solidali, il comune di Gioiosa Ionica e il Servizio Centrale Siproimi presentano il brano musicale “Stracìa”.

La Rete dei Comuni Solidali, il comune di Gioiosa Ionica e il Servizio Centrale Siproimi presentano il brano musicale “Stracìa”.

Avremmo voluto organizzare un importante spazio di presentazione, che comprendesse un momento di confronto e di incontro, come quelli che siamo soliti realizzare nella nostra comunità, che avrebbe permesso di riabbracciarsi tra amici, associazioni, comunità civile. Purtroppo, però, il grave momento che stiamo vivendo ci impedisce di realizzare tutto questo, ma non di condividere pubblicamente il risultato attraverso i canali social, proprio nel giorno dedicato a tutte le mamme, che nel brano sono cardine dei pensieri dei rifugiati protagonisti.

Il Sindaco di Gioiosa Ionica Salvatore Fuda, si ritiene soddisfatto del risultato: “In questi anni il Progetto SPRAR del Comune di Gioiosa Ionica ha prodotto una grande ricchezza in termini di crescita sociale e culturale per la nostra comunità. Questa canzone e questo video sono il bellissimo risultato di una delle ultime attività laboratoriali che si aggiungono ai tanti altri risultati ottenuti, grazie allo straordinario e appassionato lavoro sul campo portato avanti dagli operatori del progetto. Sono sicuro che avremo modo e occasione, oltre questo tempo difficile che stiamo attraversando, di organizzare un momento collettivo dove ascoltare i protagonisti e vivere insieme le emozioni che questa canzone suscita. Oggi è la “Festa della Mamma”. Le mamme uniscono il mondo più di ogni altra cosa, rappresentano la dolcezza e testimoniano l’uguaglianza tra gli esseri umani. Tutti dobbiamo contribuire, anche nel nostro piccolo, a costruire una umanità sempre più solidale e sempre più libera da odio razziale ed egoismo. Auguri e grazie a tutte le mamme del mondo.”

“Il Progetto SPARAR/Siproimi di Gioiosa Ionica – racconta Alessia Barbiero, la Coordinatrice del Progetto di accoglienza di Gioiosa Ionica – ha utilizzato da sempre il linguaggio artistico come strumento terapeutico e di integrazione. La musica ne è stato un elemento essenziale. Consapevoli di tutto questo, è nata l’idea di un laboratorio musicale che avrebbe avuto la funzione di promuovere il dialogo e l’unione delle comunità e dei popoli, adottando la musica come linguaggio universale e attraverso il quale verbalizzare emozioni che altrimenti sarebbe stato più complicato e doloroso far emergere. Anche questo progetto ha rappresentato un tassello nel faticoso percorso che la sfida dell’integrazione ci offre; è dal Sud degli sbarchi e dell’accoglienza, che è luogo privilegiato di intreccio e confronto tra culture, lingue, religioni, ordinamenti sociali che deve partire la reazione al razzismo cieco.

Da queste premesse è nato questo videoclip e il brano musicale che oggi presentiamo. “Stracìa”, termine dialettale usato per indicare la pioggia carica di sabbia rossa del deserto, è un brano di Vincenzo Oppedisano.

Vincenzo ha messo a disposizione dell’attività del Progetto Siproimi di Gioiosa e del suo Laboratorio musicale, questo bellissimo brano, che è divenuto uno spazio libero. In questo spazio le donne e gli uomini rifugiati che oggi vivono a Gioiosa nell’ambito delle misure di accoglienza, si sono sentiti liberi di intrecciare i loro racconti, le loro storie e, soprattutto, le loro emozioni. Il brano, carico di dolcezza e malinconia, è un viaggio nell’emozioni di chi migra forzatamente dalla propria terra. L’italiano, l’arabo, il francese, il wolof e il pular si amalgamano tra di loro, risuonando tutte uguali, poiché tutte parlano di madri lontane, di terre lontane, della malinconia nel lasciare la propria casa, ma anche di speranza e di fiducia in un futuro dignitoso, facendoci comprendere, ancora di più, di come le differenze si annullino quando si parla di umanità.

Prima di lasciarvi all’ascolto sono necessari da parte nostra alcuni ringraziamenti. Grazie, in primis, ai nostri beneficiari Alagie Jaw, Ousman Willan, Aboubacar Korouma, che con le loro parole cariche di dignità e tenerezza, ci hanno raccontato una parte di loro, che custodiremo come un bene prezioso. Grazie alle splendide mediatrici culturali dell’equipe Recosol di Gioiosa Ionica Meiriyam Aydibi e Blessing Odeh che si mettono sempre in gioco e che con la loro competenza ci permettono di capire e ascoltare vissuti che, senza di loro, non avremmo mai avuto il privilegio di raccogliere. Grazie a Vincenzo Oppedisano, che ha curato la il testo, la musica, chitarre, basso, organo, percussioni, i cori, l’arrangiamento e il montaggio, perché senza la sua incrollabile fiducia, il suo entusiasmo e la sua professionalità questo sarebbe rimasto solo un progetto scritto sulla carta. Grazie a Giuseppe Cremona e a Frank Armocida, che sono stati impegnati nelle riprese, nella fotografia e nel montaggio, perché senza il loro talento non avremmo potuto vedere così intensamente rappresentata la bellezza. Grazie a Claudio B Love (Bassover Studio), che ha registrato, mixato e masterizzato il brano, per la sua professionalità e per la sua enorme pazienza. Grazie a tutta l’Amministrazione comunale di Gioiosa Ionica, che continua a credere in questo Progetto di accoglienza con fiducia ed entusiasmo. Grazie a tutta l’equipe Recosol di Gioiosa Ionica, per tutto. Per ciò che fanno quotidianamente e per come lo fanno, per la loro empatia, la loro professionalità e la loro passione. E l’ultimo grazie va a tutti voi che vedrete il videoclip e ascolterete il brano, con l’augurio che possiate vedere il mondo così come lo vediamo noi ogni giorno: “senza un limite invalicabile, senza perderti in un mare di geografici confini”.