Dragonero il ribelle n.27, una lettura piacevole che preannuncia sorprese

Dragonero il ribelle n.27, una lettura piacevole che preannuncia sorprese

Da oggi si trova in edicola Dragonero il ribelle n.27, intitolato “Raccontato alla notte”. Se sono già qui a scriverne sembra scontato dire che l’ho divorato…

Partiamo dalla copertina, splendida come sempre, a conferma della grandezza dell’accoppiata formata da Gianluca Pagliarani (disegni) e Paolo Francescutto (colori).

La storia (ma sarebbe meglio dire le storie, visto che ne contiene diverse) è scritta da Luca Barbieri che oltre ad essere il curatore di Dragonero da un pò di tempo ne è anche sceneggiatore. A lui il mio apprezzamento anche per lo spazio dedicato a Gmor, di cui sono un grande fan.

I lettori storici di Dragonero conoscono la fine di Yeraban Sarra, il capo degli scout imperiali (chi non ha ancora letto gli albi della guerra delle Regine Nere contro l’Impero si fermi qui per non rovinarsi la sorpresa) che nella battaglia campale della piana dei ciclopi ha perso la vita.

L’albo in edicola risponde alla domanda: che fine ha fatto il suo corpo?

La risposta è che è stato vegliato per tutta la notte dagli scout superstiti che per onorarlo hanno raccontato delle storie intorno al fuoco.

Ai disegni si avvicendano in molti, come sempre accade in questi casi. A Fabrizio Galliccia è toccato l’onore di disegnare la cornice del vecchio Gmor mentre le storie hanno preso forma dalle matite di Alex Massacci, Vincenzo Riccardi, Luca Bonessi e della new entry (che però se la cava alla grande) Tommaso Bianchi.

Tutti i disegni sono di grande qualità, come ormai ci ha abituato lo staff di Dragonero. La sfida per scegliere il miglior disegnatore dell’albo è davvero dura ma stavolta voto per Luca Bonessi.

Per quanto riguarda i racconti, onde evitare di rovinare la sorpresa a chi lo leggerà, mi limito a dire che scorrono benissimo.

Forse quella in cui compaiono i Figli di Olhim è un pò scontata ma bisogna riconoscere che è dura riuscire a raccontare delle avventure in così poche pagine. Nel complesso l’albo è ben riuscito.

E poi c’è un colpo di scena finale che preannuncia qualcosa di incredibile…