La denuncia della minoranza: “Democrazia è libertà, ma non a Polistena!”

La denuncia della minoranza: “Democrazia è libertà, ma non a Polistena!”

Sono trascorsi 77 anni.
Non possiamo dimenticare il sacrificio di tutte le forze democratiche nella lotta contro il nazifascismo. Gli uomini di un tempo non ci sono più e di quel giorno non può che rimanere il richiamo storico ed il valore. La liberazione non appartiene a nessuno, oggi più che mai non è identificabile con bandiere o partiti ma piuttosto con comportamenti e condotte.
Certamente non può identificarsi con forze politiche che tendono a cancellare gli avversari politici, con amministrazioni che oscurano sui siti istituzionali le proposte politiche delle minoranze in Consiglio comunale (ma non tra la gente), con amministratori e sindaci che al dialogo preferiscono l’offesa, con gruppi politici che violano costantemente i regolamenti del nostro ordinamento giuridico improntato ai principi costituzionali, con chi ha avuto il “coraggio” di intimare attraverso un manifesto pubblico il “SILENZIO!” agli avversari politici.
È questo lo spirito del 25 aprile e della liberazione? Crediamo proprio di NO.

La liberazione è un valore intrinseco di chi lotta contro i soprusi, di chi lotta per la libertà di espressione, di chi lotta per la libertà di partecipazione democratica, di chi lotta per il riconoscimento dei diritti dell’altro, di chi lotta per dare voce agli ultimi.

Chi delegittima e denigra il pensiero altrui, chi calpesta ed offende la dignità delle persone, tradisce lo spirito del 25 aprile. Chi ha lottato con ONORE (non tutti lo hanno fatto) per la conquista della libertà non lo ha fatto affinché qualcuno se ne servisse per issare un vessillo ma lo ha fatto affinché ci si ricordi, giorno per giorno, il valore della dignità dell’uomo. Echeggiano ancora le voci dei caduti nel cuore di chi ha vissuto quei momenti tragici e se solo potessero parlare ancora molto probabilmente difenderebbero la diversità e la possibilità di ognuno di manifestare il proprio pensiero liberamente. La RETORICA MESCHINA offende questo giorno e l’IPOCRISIA tradita dai comportamenti incoerenti di alcuni offende tutti coloro che hanno dato la vita per la liberazione.

A chi pratica condotte che calpestano lo spirito democratico diciamo che la parola libertà non va inflazionata in ripetitivi e patetici esercizi di propaganda ma va rispettata e difesa così come vanno rispettate le persone, qualsiasi sia il loro pensiero.
Non una sola voce ma tante voci.
Non una sola direzione ma tante direzioni.
Non un solo pensiero ma tanti pensieri.
Liberi, armoniosi e vitali.
Questa è libertà!
VIVA IL 25 APRILE

FRANCESCO PISANO
CAPOGRUPPO CONSILIARE “POLISTENA FUTURA”