Casamatta di Caulonia, Vaccaluzzo: “Un cartello e una pulizia non sono la soluzione, è mancata la programmazione di evoluzione e tutela”

Casamatta di Caulonia, Vaccaluzzo: “Un cartello e una pulizia non sono la soluzione, è mancata la programmazione di evoluzione e tutela”

di Andrea Vaccaluzzo

Prendo atto che nel 2023 sia stato fatto un intervento: un cartello e una pulizia.
Ma se davvero pensiamo che un solo cartello e una pulizia possano rappresentare una soluzione, allora stiamo sopravvalutando enormemente quel tipo di intervento.


La strada sotto casa mia ha bisogno di essere pulita due volte al mese. Questo non significa che esista decoro o senso civico: significa semplicemente che esiste una necessità costante di manutenzione.
Il punto non è se qualcosa sia stato fatto. Il punto è cosa è stato costruito nel tempo. E la verità è che la presentazione dell’iniziativa è stata anche la fine dell’iniziativa stessa. È mancata una programmazione di evoluzione e tutela.


Perché se dopo quell’intervento la casamatta è tornata a essere ciò che era, allora significa che non è stato costruito nulla che potesse durare.
Nessuno mette in discussione che qualcosa sia stato fatto. Il punto è un altro.
Un cartello e una pulizia non trasformano automaticamente un luogo in memoria condivisa.
Perché la memoria non è un atto amministrativo, è un comportamento collettivo. E quel comportamento, fino alla mareggiata, raccontava altro.
È lì che nasce la riflessione: non sui meriti, ma sul rapporto reale tra comunità e ciò che chiamiamo “bene storico”.
Come è stato scritto nella sua risposta:
“Non si tratta di attribuire una nuova identità o di immaginare una diversa vocazione: la casamatta ha già una sua precisa identità.”
Posso solo dirle che l’ironia, a volte, non è immediata per tutti.
Per quanto mi riguarda, la discussione può ritenersi conclusa qui.
Auguro buon lavoro all’assessore preposto al ramo.

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