Elogio della notte

Elogio della notte

È notte.
Il sonno fatica ad arrivare, o forse sono io ad opporgli resistenza. Il flusso dei pensieri scorre come un fiume in piena godendo della piacevole compagnia del silenzio e traducendosi in parole, che occorre scrivere in fretta affinché non svaniscano.
È notte: non esiste momento migliore, per celebrare la notte.
Ho sempre amato la notte.

In estate la notte è vita, movimento armonico di corpi che danzano, bevono, parlano o fanno l’amore; rumore di clacson impazziti, fragore di risate incontrollate, brusìo di voci indistinte e gioiose. In estate si resta svegli fino a quando la notte non diventa un tutt’uno col nuovo giorno: in quel frangente il buio cede il passo alla luce del sole che sorge con affascinante prepotenza, in un ciclico rituale che evoca al contempo continuità con il passato e desiderio di futuro.

In inverno la notte è quiete, opportunità di riposo, riparo dalla spersonalizzante e logorante frenesia del quotidiano. In inverno la notte è il rumore lontano di un motorino che di tanto in tanto rompe l’assordante silenzio; è la luce di una finestra ancora illuminata mentre tutt’intorno domina il buio; è l’inconfondibile rumore della pioggia che, lentamente, cade sulle strade deserte.

La notte è un’occasione di incontro con se stessi, l’atteso appuntamento con quella sfera del nostro essere che durante il giorno proteggiamo e custodiamo gelosamente, rendendola inaccessibile persino alla luce del sole.
La notte è il tempo dei pensieri e dei sogni, delle aspettative e dei bilanci, della vita e del riposo, degli occhi rivolti verso il manto stellato e del rassicurante tepore offerto dalle coperte nelle serate di maltempo. La notte tira fuori i ricordi ed aiuta a dimenticare, induce alla riflessione ed offre spesso la soluzione.
La notte ha lo straordinario potere di svincolare l’uomo dai doveri giornalieri e dalle imposizioni sociali, avvicinandolo ad un concetto di libertà individuale tanto raro quanto, proprio per questo, particolarmente prezioso.
Ho sempre amato la notte.
Si è fatto tardi: le palpebre si chiudono con insistenza, il letto è troppo comodo per essere ulteriormente respinto; la sveglia, nel suo cinico suonare per richiamare alla realtà, non farà sconti.
È piacevole addormentarsi cullati dal pensiero che, di lì a poche ore, un nuovo giorno inizierà portando con sé il consueto carico di speranza e di desideri.
Allo stesso modo, è meraviglioso godere della magia della notte rassicurati dalla certezza che, in ogni caso, il sole tornerà a sorgere e la vita, complicata eppure straordinaria, continuerà il suo corso.

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