Soddisfazione del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” per il convegno gioiosano sul sistema feudale e civiltà mediterranea

Soddisfazione del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” per il convegno gioiosano sul sistema feudale e civiltà mediterranea

Riceviamo e pubblichiamo

Il successo ottenuto con il convegno di studi organizzato dal Circolo di Studi storici “Le Calabrie” di Gioiosa Jonica per ricordare lo studioso gioiosano Mario Pellicano Castagna a trenta anni dalla sua scomparsa, è stato da tutti riconosciuto come uno degli eventi culturali più importanti dal punto di vista scientifico degli ultimi anni, tenutosi in Calabria. I relatori, tutti provenienti dal mondo accademico e da associazioni scientifiche di rilievo, hanno contribuito a delineare un quadro sulla società feudale nei rapporti con le civiltà mediterranee lungo un arco temporale che spazia dall’età normanno-sveva all’età contemporanea.

Nelle parole della presidente del Circolo “Le Calabrie” Marilisa Morrone, regista impeccabile del Convegno, la pregnanza di tale iniziativa: «l’occasione del trentennale della morte di Pellicano Castagna, i cui interessi storiografici hanno ruotato sempre intorno alla feudalità, ci è sembrato un momento opportuno per poter approfondire un lungo periodo della storia del Regno meridionale, di Sicilia prima, di Napoli poi, caratterizzato dal complesso sistema amministrativo, giurisdizionale ed economico, con fondamentali risvolti sociali, quale la feudalità stessa è stata».
«Pellicano Castagna – ha aggiunto l’autorevole storico Aurelio Musi (Università di Salerno) nel fornire un quadro generale della feudalità in età moderna – è uno dei tanti eruditi che hanno dato il loro contributo alla conservazione della identità storica che costituisce una parte della identità nazionale». Oltre a ricordare la figura dello studioso Pellicano Castagna, le varie relazioni hanno centrato l’obiettivo di far conoscere ad un vasto pubblico lo stato dei lavori sulla ricerca tesa a ricostruire le radici della storia di una Italia «una e diversa», come ha avuto modo di sottolineare più volte lo stesso professor Musi.

Nell’auditorium comunale di Gioiosa Jonica dopo i saluti istituzionali del sindaco Fuda, si sono avvicendanti per due giornate 17 relatori che hanno proposto motivi di riflessione, ma anche di apprendimento della storia del Sud Italia. Le tre sessioni programmate sono state condotte dai professori Aurelio Musi, Pietro Dalena e Giuseppe Caridi. Il prof. Dalena (Università della Calabria) nel suo intervento si è intrattenuto sulla nascita del feudalesimo, mentre Giuseppe Caridi (Università di Messina) sui cambiamenti avvenuti dal’età angioina in poi.

 

A seguire, i relatori hanno poi affrontato differenti temi tutti riconducibili, però, alla conoscenza degli eventi che hanno caratterizzato la storia del Mezzogiorno in una visione Mediterranea ed europea. Il numeroso pubblico intervenuto ha, dunque, potuto apprezzare le ricerche di Umberto Ferrari, Mirella Mafrici, Mario Panarello, Vincenzo Naymo, Alessio Bruno Bedini, Vincenzo Cataldo, Sebastiano Marco Cicciò, Roberto Fuda, Francesco Cuteri, Vincenzo De Nittis, Pasquale Lopretone, Filippo Racco. Storia, storia dell’arte, architettura, archeologia, araldica, proposte di interventi di conservazione del notevole patrimonio architettonico che documenta il passato economico e sociale della Calabria: tutti questi temi si sono intrecciati e sviluppati finalizzati a far comprendere l’identità di un popolo e a tutelare i luoghi della loro attività del passato.

Molti anche gli interventi da parte del pubblico, da cui sono scaturiti interessanti spunti di riflessione anche sull’attualità. Proprio l’attualizzazione della storia è stato il vero obiettivo degli organizzatori, visibilmente soddisfatti per la grande partecipazione di pubblico e per l’alto spessore delle relazioni scientifiche.

Il prof. Aurelio Musi ha tratto le conclusioni del convegno di fronte ad una numerosa platea di studiosi e appassionati provenienti da diverse parti della Calabria. Musi ha posto l’accento sulla «felice intuizione» avuta dagli organizzatori di far partire il convegno scientifico dal ricordo di un uomo che ha dedicato il suo tempo alla ricostruzione del passato, proprio perché «gli studiosi sono la radice della ricerca storica». Un momento di confronto interdisciplinare che ha consentito di mettere al centro del dibattito la storia del passato unitamente all’attualità; proprio quello che serve per non dimenticare da dove veniamo per poter costruire in maniera efficace, scientifica e non improvvisata, un futuro migliore

Nel corso dell’importante iniziativa è stata allestita a Palazzo Amaduri una mostra documentaria dedicata allo stesso Mario Pellicano Castagna, autore tra l’altro, di una pregevole opera sulla storia dei feudi della Calabria.

Presto, assicura la presidente Marilisa Morrone, saranno dati alle stampe gli atti del convegno.
All’evento hanno dato il loro patrocinio il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Deputazione di Storia Patria per la Calabria, la SISEM, l’Istituto Italiano dei Castelli e il Touring Club d’Italia.

Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”