L’artista Chiara Mosciatti: “Il sindaco di Riace trova divertente fare il saluto romano sotto la fotografia di Mattarella”

L’artista Chiara Mosciatti: “Il sindaco di Riace trova divertente fare il saluto romano sotto la fotografia di Mattarella”

Dopo che il comune di Riace, guidato dal sindaco filo leghista Antonio Trifoli, ha perso l’occasione di essere capofila del progetto artistico dell’artista Nelson Carrilho

è divampata la polemica tra Chiara Mosciatti, l’artista che in Italia si occupa di questo progetto culturale e il comune di Riace.

Polemica che è proseguita nei giorni scorsi con Chiara Mosciatti che è tornata all’attacco con questo post sul proprio profilo facebook:

“Sono appena arrivata ad Amsterdam e mi tocca già ritornare a Riace.
Da Agosto a Dicembre 2019 sono stata trattata al comune di Riace come una tirocinante.
Prima ho avuto una postazione all’ufficio tecnico, poi sono stata spostata nella sala consiliare, poi c’è stato il furto delle statue in Mediateca per cui il Comune di Riace non si è assunto nessuna responsabilità.
A Gennaio 2020 mi aspettavano delle negoziazioni in Curaçao tra i collezionisti e gli investitori di Carrilho per dare via alla raccolta fondi, cosa che lei sapeva perfettamente, sindaco Antonio Trifoli.
E ci sono arrivata senza uno straccio di documento atto a dimostrare l’interesse del Comune e a fronte di un furto. Ovviamente le trattative non sono state fruttuose.
Quella che lei chiama imposizione quindi, era una lista di scadenze che io stessa dovevo rispettare, perché mi creda, convincere dei soggetti pubblici e privati oltreoceano a finanziare un’ulteriore versione di un’opera d’arte che ha già scritto la storia di Amsterdam, per destinarla ad un piccolo paesino della Locride, è altro che mettere le luci sulla nazionale. E se c’è una persona in Italia a cui è affidato il compito di scegliere quali luoghi siano o meno all’altezza di ospitare un’opera di Carrilho, quella sono io, quindi l’ultima parola sulla posa, se ne faccia una ragione, spetta a me, non a lei.
Infine, non mi stupisce affatto che lei, che trova divertente fare il saluto romano sotto la fotografia di Mattarella pensi pure che ci siano diversi significati per la parola “antirazzismo”.
Tanto vale il suo “patrocinio morale”, sindaco”.

Non è tardata la risposta, sempre via social, del sindaco Trifoli, che ha replicato: “Riace è stanca di essere VIOLENTATA da persone che per mero interesse personale vogliono imporre progetti ed idee che nulla hanno a  che vedere con il nostro territorio.Gente che col nome di Riace vuole costruirsi una fama personale che altrimenti difficilmente avrebbe.ADESSO BASTA!Noi siamo RIACE e anche i turisti ci vengono a trovare per le nostre tradizioni, per la nostra cultura e per il nostro splendido territorio che abbiamo il dovere di preservare e valorizzare.Non abbiamo bisogno di gente che ci viene a fare la morale….quella può restare benissimo a casa propria!”.

Insomma, la risposta standard leghista, che invece di argomentare o di mettere insieme una qualche spiegazione razionale a quello che accade si limita a paventare “interessi personali” e si conclude con lo slogan salviniano “a casa propria!”.

Ci auguriamo piuttosto che il sindaco voglia smentire di avere fatto il saluto romano, che nell’Italia repubblicana e della costituzione antifascista è un reato.