“Sole Rosso”, uno Speciale Dragonero… insolito e contestato

“Sole Rosso”, uno Speciale Dragonero… insolito e contestato

Con qualche giorno di ritardo rispetto alla data di uscita anche nell’edicola del mio paese è arrivato l’ultimo Dragonero Speciale.

Già prima di averlo tra le mani avevo letto sui gruppi legati alla serie bonelliana alcune discussioni e i commenti di certi lettori delusi.

Ora che ho avuto modo di leggerlo e… guardarlo, posso esprimere il mio parere personale.

La bella copertina e gli ottimi disegni sono di Giuseppe Matteoni, mitico copertinista dei primi 77 numeri di Dragonero. Difficile scegliere di meglio.

Ai testi c’è Stefano Vietti, uno dei genitori di Ian Aranill e soci e ai colori Paolo Francescutto, punta di diamente dei coloristi Bonelli. Anche qui, scelte di prim’ordine.

E infatti la storia a fumetti, che si interseca con le ultime vicende narrate nella serie regolare della ribellione, è avventurosa e interessante. Solo che finisce a pagina 66 di un albo di 128 pagine a colori.

Nel resto dell’albo ci sono dei disegni e delle cartine, con alcune note, a cura della Gilda del Sole Rosso.

Ed è proprio questo che viene contestato da alcuni lettori.

Provo ad esprimere il mio parere personale di lettore e di appassionato di Dragonero, che continuo a ritenere il miglior fumetto in circolazione e che ha avuto nuovo impulso con l’avvio, magnifico, di Mondo oscuro.

Anche io sono rimasto interdetto dalla brevità della storia. Il bello degli speciali è sempre stato il poter leggere delle storie più lunghe del solito e a colori. Invece stavolta ci è stata concessa una storia dimezzata, per quanto apprezzabile.

Il resto del volume non è necessariamente interessante per tutti i lettori e sarebbe stato meglio dedicarvi un atlante a parte o qualcosa di simile. Già in passato le mappe dell’Erondar sono state approfondite in un volume a se stante. Chi lo comprò, come il sottoscritto, sapeva esattamente a cosa andava incontro.

Detto questo, e condividendo quindi il fastidio di alcuni lettori dragoneriani, penso allo stesso tempo che dal punto di vista degli autori ci sia stata la voglia di regalare qualcosa di diverso al pubblico, di fare una sorta di sorpresa. Non vedo di certo nessuna malafede negli autori nè nell’editore.

E probabilmente la levata di scudi dei lettori che non hanno apprezzato la seconda metà di questo speciale servirà alla casa editrice a correggere la rotta per il futuro.

Lunga vita a Dragonero!

Più cupe le tenebre, più vivida l’alba!